Oxfam, disuguaglianza economica cresce nel mondo

Coi soldi che le multinazionali risparmiano eludendo il Fisco nei paesi in via di sviluppo si potrebbero mandare a scuola 124 milioni di bambini: è questa una delle tante cause della forte disuguaglianza economica nel mondo, uno dei motivi che crea una frattura sempre maggiore fra ricchi e poveri del pianeta e che viene messo in evidenza nell’ultimo rapporto dell’organizzazione non governativa Oxfam. Ed ecco, quindi, la denuncia: una persona su dieci al mondo vive con meno di due dollari al giorno; l’1 per cento dei più ricchi al mondo possiede quanto il restante 99 per cento della popolazione. Per capire meglio di cosa stiamo parlando, basti pensare che otto persone posseggono la stessa ricchezza che hanno oltre tre miliardi e mezzo di persone. La disuguaglianza economica riguarda anche il nostro Paese. Un’esigua minoranza, l’1 per cento più ricco degli italiani, possiede un quarto della ricchezza nazionale. Da soli i primi sette miliardari, nostri connazionali, hanno di più del 30 per cento più povero. Le prospettive per il futuro non sembrano delle migliori. “La disuguaglianza nel mondo sembra destinata ad aumentare”, spiega l’Oxfam, che diffonde la ricerca mentre si apre il World Economic Forum, l’appuntamento che vede i potenti del mondo riuniti nella cittadina svizzera di Davos. Ecco, quindi, una serie di richieste affinché i governi intervengano per arginare la concentrazione di ricchezza, con mosse concrete, come quella di porre un freno agli abusi fiscali, alla concorrenza fra stati per garantire sconti sulle tasse alle multinazionali, salari dignitosi per chi lavora, imposte più alte sui paperoni e politiche di sviluppo che non tengano conto solo della crescita economica misurata attraverso il PIL, ma anche di altri indicatori, come il benessere dei cittadini.


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