La lista dei due miliardi di tagli ai ministeri

20 giu 2019

Era dicembre mancavano pochi giorni al Natale e sulla testa del Governo Gialloverde pendeva, ancora una volta, la spada di Damocle dell'Europa. Forbici alla mano, Conti e Tria operarono una correzione di oltre 10 miliardi sulla manovra 2019. Evitando all'Italia, almeno fino all'estate, una procedura per violazione delle regole di bilancio. A garanzia degli obiettivi concordati con Bruxelles, Roma accantonò 2 miliardi. Voci di spesa del bilancio dello Stato tolte alle tasche dei Ministeri, da usare solo se necessario. La lista può ancora cambiare, ma attualmente è composta così: dai Ministeri dell'Economia e dello Sviluppo arriverà la dote più corposa, oltre 600 milioni che sarebbero dovuti andare alle imprese, alla voce ‘competitività e sviluppo’; 300 milioni saranno sottratti al Trasporto pubblico locale; dalla Difesa 158; altri 100 dal Dicastero dell'Istruzione; 40 dalle Politiche del lavoro; e altrettanti dagli Affari Esteri; Ministero della salute e beni culturali saranno appena sfiorati dalla scure di Palazzo Chigi, facendo meno, complessivamente, di circa 3 milioni e mezzo. Per il momento l'assestamento di bilancio è stato solo esaminato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri, prima dell'approvazione dovrà superare il giudizio della Corte dei Conti, che potrebbe arrivare già la prossima settimana. Ai 2 miliardi saranno aggiunti altri 3,2 di maggiori entrate fiscali, grazie anche agli incassi IVA corroborati dalla fatturazione elettronica. Quindi, tirando le fila, il Governo dovrebbe avere tra le mani risorse per 5,2 miliardi che insieme ai risparmi per reddito di cittadinanza e quota 100, dovrebbero bastare quest'anno per la riduzione del deficit chiesta dalla Commissione Europea. Per il 2020 tra l'aumento dell'IVA e promesse di tagli fiscali, il copione è ancora tutto da scrivere.

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