Manovra, contributo per asili nido da gennaio

12 nov 2019

Non più da settembre, ma da gennaio. Gli asili nido gratis per gran parte delle famiglie italiane partiranno prima del previsto. Ad annunciarlo è il Ministro dell'Economia Roberto Gualtieri durante l'audizione in Parlamento sulla manovra. “La misura sarà in vigore già dal 1° gennaio e consentirà la sostanziale gratuità degli asili nido per la maggioranza, la grande maggioranza, delle famiglie italiane”. La misura contenuta nella legge di bilancio alza il contributo per il nido da 1500 a 3000 euro l'anno per chi ha un reddito Isee, comprensivo cioè di case e risparmi, sotto i 25000 euro. Al di sopra di questa soglia il sostegno si fermerà a 2500 euro. Sul capitolo delle nuove tasse intanto il numero uno del Tesoro, che parla di cifre fantasiose sull'impatto che avrebbe il taglio del bonus sulle auto aziendali e sui rincari che subirebbero molti prodotti per l'imposta sulla plastica, conferma che si stia lavorando per evitare che pesino troppo su imprese e cittadini. “Abbiamo avviato una riflessione tecnica in un dialogo anche con gli operatori del settore e auspichiamo che il Parlamento intervenga per migliorare questa misura e mettiamo...” Gualtieri vede di buon occhio modifiche alla manovra, purché però non se ne snaturi l'impianto. Fra i pilastri della finanziaria c'è la sostenibilità dei conti, su cui il Ministro è ottimista, anche per quanto riguarda gli obiettivi di crescita: lo 0,1 per quest'anno può essere superato, prevede, mentre lo 0,6% di prodotto intorno lordo stimato per il 2020 è raggiungibile. Per quanto riguarda le risorse per finanziare la manovra, oltre ai 16 miliardi di deficit, Gualtieri confida sugli incassi (3,2 miliardi dalla lotta all'evasione), anche se gli incentivi ai pagamenti elettronici sono ancora da definire nei dettagli. Risparmi supplementari si avranno dall'anticipo pensionistico di Quota 100 e Reddito di cittadinanza. Inoltre, spiega il Ministro, lo Stato spenderà meno in interessi sui titoli del debito grazie al calo dello spread. Una diminuzione che vale oltre 2,5 miliardi quest'anno e più di 6 nel prossimo, sempre che il differenziale fra i nostri Buoni del tesoro e quelli tedeschi si manterrà ai livelli attuali, più bassi, come ha fatto notare Gualtieri, mostrando un grafico, di quelli registrati quando a Palazzo Chigi c'era il Governo 5 Stelle – Lega.

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