Telefonia ovviamente, ma anche servizi finanziari ed energia con Poste Italiane, primo azionista di TIM, l'integrazione fra i due gruppi promette di avere varie ramificazioni, il tutto sotto il cappello pubblico, perché il gruppo guidato da Matteo Delfante e controllato dallo Stato, che così ha evitato che l'operatore telefonico finisse in mani straniere in un settore ritenuto strategico. Il governo quindi si assicura che la rete mobile venga gestita entro i confini nazionali, così come per la separazione dell'infrastruttura fissa di TIM, cioè i cavi di rame, la fibra ottica, venduti l'estate scorsa a una cordata con dentro il ministero dell'economia. Ai ripetitori e antenne per cellulari dell'ex monopolista telefonico, Poste probabilmente si appoggerà per i suoi clienti, 4milioni e mezzo, per i quali non dovrebbe cambiare nulla se non che telefonate e dati digitali, passeranno per TIM anziché Vodafone, come accade adesso. L'acquisizione per TIM vuol dire poter sfruttare la rete di uffici postali per la vendita dei suoi prodotti, portando a sua volta in dote più di 30milioni di clienti. Un bacino a cui poter offrire i servizi di Poste che spaziano dei pagamenti con Postepay, a quelli assicurativi, passando per la gestione dei risparmi e le forniture di luce e gas. Insomma, un'operazione che può far nascere numerose collaborazioni, che potrebbe portare a nuove aggregazioni nella telefonia, si fa il nome di Iliad, e che segna il forte ridimensionamento della francese Vivandi. .