Quotazione Uber, debutto con incognita

10 mag 2019

Il passeggero paga 40 dollari, l’autista ne prende 3. Stop al furto di salario. Da Los Angeles a Londra, da San Paolo del Brasile a Sydney scioperi e proteste hanno preceduto il debutto in Borsa di Uber, una delle più grandi quotazioni della storia. Rivendicazioni per stipendi più alti e migliori condizioni di lavoro che non a caso sono arrivate al debutto a Wall Street di un'azienda che in 10 anni ha accumulato successi, ma è stata oggetto anche di numerose controversie. Difficilmente il colosso californiano soddisferà le richieste dei suoi conducenti. Chi guida un'auto di Uber, il servizio che con una app ha rivoluzionato gli spostamenti in città dando una spallata ai taxi, non è un dipendente e probabilmente mai lo sarà. La multinazionale l'anno scorso ha incassato più di 11 miliardi di dollari, ma non può permettersi di assumere nessun autista. Lo afferma lei stessa nei documenti inviati alla Sec, l'autorità di controllo della Borsa statunitense, quando scrive che la sua attività sarebbe compromessa se i conducenti fossero classificati come dipendenti. D'altra parte, se è vero che il gigante della mobilità ha chiuso il 2018 in utile per quasi 1 miliardo, nei due anni precedenti è risultato in rosso per più di 6. Non è chiaro in pratica se e quando sarà in grado di macinare profitti. Eppure gli investitori ci scommettono sopra. Non è la prima volta che accade. Alla fine degli anni 90, nel pieno della new economy, sono state molte le società che si presentavano sui listini azionari con bilanci poco allettanti. La bolla che ne seguì smorzò gli entusiasmi, ma Facebook e Amazon, anche se partiti in rosso, grazie anche alla spinta dei mercati hanno sbaragliato i concorrenti e iniziato a guadagnare. L'obiettivo di Uber è quindi probabilmente questo, ma l'azienda dovrà fare i conti non solo con le rivendicazioni dei suoi autisti, ma anche con gli scandali, dalle accuse di discriminazione a quelle di elusione fiscale e con i tribunali. In diversi Paesi solo alcuni dei servizi di Uber sono considerati legali come in Italia, dove esiste Uber Black, una sorta di noleggio con conducente, ma è vietato Uber Pop, quello che permette a qualsiasi privato di guadagnare dando passaggi con la sua auto.

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