Missione Recovery, cosa deve fare Italia per avere aiuti Ue

25 nov 2020

L'Europa e l'Italia non aspettano solo il vaccino contro il virus, ma anche quello per rianimare l'economia, e su quest'ultimo i tempi sembrano molto incerti. La cura contro la crisi è Next Generation You, di cui il recovery fund rappresenta il cuore. Parliamo di 750 miliardi di euro, 209 per l'Italia, la fetta più grande, il piano europeo ha avuto il primo via libera a luglio, ora è bloccato dai veti di Ungheria, Polonia e poi serviranno le ratifiche dei singoli parlamenti, mancano ancora regole precise per renderlo operativo e sin dall'inizio si sapeva che l'iter fosse tortuoso. Bruxelles per sveltire i tempi aveva comunque chiesto ai vari paesi di inviare al più presto i piani di spesa, Roma come molte altre capitali non lo ha ancora fatto. Ci sono le linee guida presentate a settembre, che ricalcano le direttive dettate dall'Europa e che prevedono che oltre la metà dei soldi vadano allo sviluppo del digitale e all'ambiente. Ma non basta. É necessario che si spieghi esattamente come si spenderanno i fondi, secondo progetti ben definiti, scritti secondo i modelli allestiti dalle autorità europee, decine di pagine per ogni investimento con tabelle di marcia e l'indicazione di dove finirà ogni euro. Non solo, bisogna anche avviare le riforme che ci vengono chieste da tempo, migliorare la giustizia, l'apparato burocratico, il mondo del lavoro e tenere sotto controllo i conti pubblici, anche per questi capitoli serve mettere tutto nero su bianco. A febbraio ha assicurato Giuseppe Conte, la nostra documentazione arriverà sul tavolo della commissione che a quel punto esaminerà ciascuna proposta, ci vorrà qualche mese prima di avere il responso, per questo ottenuto il disco verde, si pensa che i primi miliardi arriveranno nella tarda primavera e non finisce qui. I fondi saranno erogati in 3 anni e l'Europa vigilerà sulla realizzazione di quanto promesso, tenendo d'occhio i tempi d'attuazione delle opere e l'impiego dei denari.

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