Recovery Plan Italia, tempi sempre più incerti

01 feb 2021

Credere che il recovery plan italiano possa essere pronto per la metà di questo mese come sperava Giuseppe Conte, sembra essere ormai solo un'illusione. Anzi, con la crisi di Governo c'è il rischio che si torni indietro rispetto a quanto fatto finora. Il documento col quale l'esecutivo ha spiegato come si intendono spendere gli oltre 200 miliardi europei potrebbe subire molte modifiche. La destinazione di questi fondi rappresenta uno dei principali motivi di scontro politico e chi siederà a Palazzo Chigi probabilmente rimettere le mani sul piano di rilancio e resilienza, questo il suo nome ufficiale. La versione esistente del recovery plan intanto prosegue l'esame in Parlamento che deve approvarlo prima dell'invio a Bruxelles. Continuano anche gli incontri con le parti sociali. Ci saranno dunque proposte di modifica, mentre resta indefinito uno dei punti principali. Non si sa ancora a chi sarà affidata la complessa gestione dei soldi. L'orologio continua a correre in Europa, c'è preoccupazione non solo perché all'Italia è destinata la fetta più grande di prestiti dei sussidi comunitari, ma anche perché Roma finora ha detto poco sulle riforme suggerite da Bruxelles, da quello della giustizia, quella sulla lotta all'evasione fiscale e non ha precisato nel dettaglio le opere da finanziare. Spetta all'Unione dare il disco verde definitivo al nostro piano attraverso un procedimento fra l'altro complesso e approfondito. Per definire i cantieri c'è tempo fino al 30 aprile, ma allungare i tempi vuol dire ritardare l'arrivo della benzina che dovrebbe aiutare il nostro Paese a riprendersi da una crisi economica.

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