Transizione digitale, Colao:connettere tutti entro 2026

18 mar 2021

Il digitale per una vita più facile, più sana e più inclusiva e per un'Italia più forte e sicura nel contesto internazionale. Ecco la sintesi della strategia illustrata dal ministro per l'innovazione tecnologica e la transizione digitale, Vittorio Colao, che in audizione al Senato ha fissato obiettivi ambiziosi, garantire connessioni ad altissima velocità per tutti, cittadini, scuole, sanità e imprese entro il 2026, cioè addirittura con 4 anni di anticipo rispetto alla scadenza del 2030, fissata dai programmi dell'Unione europea per salire cosi nel gruppo di testa dei paesi nella corsa al digitale, una grande opportunità anche per ridurre le disuguaglianze sociali e i divari territoriali. Da spendere su questo traguardo ci sono 40 miliardi, cioè il 20% del totale delle risorse dei recovery Fund che devono essere destinati alla trasformazione tecnologica. Anzi, ha precisato il ministro la cifra sarà anche considerevolmente più alta se si contano gli interventi, ad esempio sulle infrastrutture, sulla sanità territoriale o sulla formazione dei lavoratori. Certo la strada è in salita, nel 2020 16 milioni di famiglie, il 60% del totale, non ha usufruito di servizi internet su rete fissa o non ha avuto una connessione a banda ultra larga. Per questo, ha ribadito il ministro, non sono più ammessi ritardi, c'è bisogno nel più breve tempo possibile di superare l'empasse sul dossier rete unica superveloce, cioè l'integrazione della rete fissa Tim con quell'open fiber, per una rapida ripresa dei cablaggi e dove la fibra non arriva si deve cogliere appieno la rivoluzione nelle reti 5 G. Ma con il digitale dovrà cambiare anche la pubblica amministrazione, archivi in cloud, cioè custoditi nelle immense memorie della rete e un nuovo rapporto che la veda come alleata dei cittadini.

pubblicità
pubblicità