Virus, prestiti garantiti: Italia dietro Francia e Spagna

27 mag 2020

La pioggia di soldi promessa dal Governo per le imprese in difficoltà a causa dell'epidemia non è ancora arrivata nella quantità sperata e, nonostante i recenti progressi, i prestiti garantiti dallo Stato rimangono lenti per chi ha bisogno immediato di ossigeno per ripartire. Un confronto sfilato all'agenzia di rating Moody's con due Paesi con un impatto della pandemia simile al nostro mette in luce queste difficoltà. Sulla base dei dati della scorsa settimana risulta, infatti, che le nostre imprese hanno ricevuto circa 13 miliardi di euro a fronte degli oltre 50 di quelle spagnole e i quasi 66 di quelle francesi. C'è da dire che nel frattempo i bonifici effettuati dalle banche italiane sono saliti a 17 miliardi e che si potrebbe presto registrare un corposo incremento con i 6,3 miliardi chiesti da Fiat Chrysler, a cui dovrebbero aggiungersene altri per le domande di altri grandi società. Questa crescita in ogni caso non colma il divario con Francia e Spagna, che appare ancora più eclatante se consideriamo che la massa di finanziamenti potenziali promessa da Roma è superiore a quella di Madrid e di Parigi. Moody's, che si aspetta un'accelerazione, elenca tra le cause di un utilizzo così basso dei prestiti una certa riluttanza dei nostri istituti di credito, ma anche una bassa domanda da parte delle imprese. Al 20 maggio, cioè a un mese dall'avvio delle garanzie, secondo un'indagine della Commissione parlamentare sulle banche era stata accettata poco più della metà delle domande per prestiti fino a 25 mila euro, quelle avanzate dalle piccole imprese. Ancora meno, un quinto, per linee di credito di importi superiori. Che questi quattrini stiano arrivando a rilento lo ha ammesso da tempo il Governo che ha spinto le banche a fare più in fretta. Gli istituti ribattono che ci sono migliaia di pratiche, che è necessario effettuare controlli per evitare responsabilità penali e che servono modifiche al meccanismo, correzioni che presto dovrebbero essere approvate dal Parlamento. Tra queste c'è l'estensione della garanzia totale fino a 30 mila euro e l'allungamento a 10 anni per il rimborso. Maglie più larghe anche per i crediti fino a 800 mila euro e maggiore utilizzo dell'autocertificazione da parte delle imprese per ridurre gli esami patrimoniali e velocizzare così le pratiche.

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