Confine Grecia-Turchia, migliaia di siriani bloccati

02 mar 2020

Accuse, respingimenti e violenza, quanto sta accadendo al confine tra Turchia e Grecia racconta di una crisi umanitaria che tocca direttamente l'Europa. Sono almeno 120.000 migranti che hanno lasciato la Turchia nelle ultime ore per raggiungere la Grecia. A rendere noti i numeri su Twitter è il Ministro dell'interno di Ankara, Soylu, un numero nettamente superiore a quello riferito da Atene accusa poi. Di fatto la frontiera tra Grecia e Turchia da diversi giorni è teatro di scontri e incidenti con il lancio di lacrimogeni su famiglie e bambini. Due i morti, un ragazzo siriano ucciso mentre tentava di attraversare il confine e un bambino finito in mare dopo il ribaltamento del gommone al largo dell'Isola di Lesbo. “Da quando abbiamo aperto i nostri confini” ha chiarito il Presidente turco Erdogan “è aumentato il numero di migranti diretti in Europa. Presto saranno milioni”. E all'Unione europea dice: “Credevate che stessimo bluffando, ma quando abbiamo aperto le porte, i telefoni hanno ricominciato a squillare”. Di fatto, Erdogan, ha rotto così il patto siglato nel 2016 con Bruxelles e poi rinnovato, per rafforzare il confine sud-occidentale dell'Unione europea, trattenendo i migranti in cambio di 3,6 miliardi. Ad infrangere le promesse, però, è stata per prima l'Europa che, secondo l'accusa del Presidente turco lo ha abbandonato nella crisi in Siria, dove sono stati uccisi 34 soldati turchi in poche ore. Intanto Frontex ha avviato un intervento nell'Egeo, mentre domani la Presidente della Commissione Ursula von Der Layen e il Presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, saranno alla frontiera tra Grecia e Turchia, insieme al premier greco e al Presidente del Consiglio europeo Michel. “La sfida che la Grecia ha di fronte è una sfida europea” ha detto von Der Layen. Bruxelles spera nell'accordo e nel rispetto degli impegni presi da Ankara. Mentre nell'isola di Lesbo, Chio e Samos si continua a sbarcare tra proteste e aiuti.

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