Coronavirus, Cina, nell'hubei nessun contagio da 10 giorni

15 mar 2020

È un annuncio trionfante quello che viene dalla Cina: dopo tanta sofferenza ormai i nuovi casi sono residuali, ma soprattutto da 10 giorni non ci sono più contagi nell' Hubei, la provincia focolaio dove tutto è iniziato. Ora, dunque, si invertono i ruoli e da domani Pechino imporrà la quarantena a chiunque arrivi dall'estero. Lentamente, ma inesorabilmente, intanto il contagio da coronavirus raggiunge anche i paesi prima indenni che ora corrono ai ripari, imponendo chi solo la quarantena a chiunque entri, come l'Australia, dove i malati aumentano a dispetto delle temperature ancora calde e chi come El Salvador si difende sospendendo la Costituzione per due settimane e vietando la libertà di movimento e di assembramento. Lo stato d'emergenza è stato dichiarato anche a Manila, dove da questa notte è stato imposto il coprifuoco. Deserte anche le chiese in uno dei Paesi più osservanti del mondo. Il pattugliamento è affidato ai reparti militari speciali. In Nuova Zelanda una nave da crociera, la Golden Princess non può attraccare per alcuni casi sospetti di contagio a bordo. 2600 i passeggeri e oltre 1000 i membri dell'equipaggio. In Thailandia nel frattempo, dopo la fuga dei turisti aumentano i casi di persone malate come in Giappone sebbene qui Il Governo escluda la necessità di decretare lo stato d'emergenza e confermi i giochi olimpici. Diversi i casi in Malesia e Sri Lanka, un caso in Congo. Sono ormai 25 i paesi africani colpiti, ma i dati sono frammentari e poco attendibili. Chiusi i confini Colombia, mentre in Brasile si fanno sentire gli effetti economici della crisi sanitaria. Paradossale il Messico, dove si è svolto addirittura questo festival affollatissimo e dove, mentre tutti sono attaccati gli uni agli altri, ci si limita solo a rilevare la temperatura. "Da noi" dice illudendosi questo ragazzo "ll virus non arriverà. Abbiamo da sempre delle regole igieniche molto forti".

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