Harvey, disastro più costoso della storia degli Usa

02 set 2017

L’uragano Harvey non dà tregua all’America. Dopo il Texas, si è spostato in Louisiana, anche se ora, secondo il National Hurricane Center, dovrebbe indebolirsi fino a diventare una depressione tropicale meno forte della tempesta tropicale a cui Harvey era già stato declassato. A poco più di una settimana dall’arrivo dell’uragano, continua a salire il bilancio delle vittime e si iniziano a conteggiare i danni. Harvey potrebbe risultare il disastro naturale più costoso della storia degli Stati Uniti, con un impatto economico da circa 160 miliardi di dollari. Nella regione, devastata dall’uragano, molti sono gli impianti chimici e petroliferi che destano preoccupazioni. Per ore un’alta colonna di fumo nero si è innalzata da un impianto chimico che sorge nella cittadina di Crosby, vicino a Houston, gestito dalla società francese Arkema, facendo temere il peggio con l’alto rischio di esplosioni e incendi a causa dei gravi danni causati da alluvioni e crolli. Un incendio è stato confermato per uno dei container, così come la fuoriuscita di sostanze chimiche. Ai gravi danni arrecati al comparto petrolifero, fondamentale per l’economia texana, subentrano i rischi per l’ambiente e l’uomo conseguenti alla dispersione di sostanze tossiche. Il Presidente Donald Trump, oggi in Texas con la moglie Melania per parlare con sopravvissuti e volontari, ha deciso di offrire un milione di dollari in aiuti alla popolazione colpita. “Insieme noi resisteremo e vinceremo. Siamo con le vittime dall’inizio alla fine” ha dichiarato Trump, che ha chiesto al Congresso 7,85 miliardi di dollari come supporto iniziale alle vittime della catastrofe naturale. La prossima settimana, alla riapertura dei lavori del Congresso, però, i repubblicani saranno chiamati a ridurre di quasi un miliardo i fondi a disposizione di un’agenzia che in Texas ha già fornito 5 milioni di pasti per gli sfollati e riversato aiuti per 37 milioni di dollari.

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