Nigeria, 317 studentesse rapite

26 feb 2021

Aule vuote, scarpe ed effetti personali abbandonati in fretta in una scia di dolore e paura per un copione ormai tristemente noto, che fa dei rapimenti in Nigeria un fenomeno definito endogeno dalle Nazioni Unite. 317 ragazze sono state rapite dalla scuola femminile di Jangebe, Zamfara, da un commando di uomini armati con un blitz rapido e violento, poi camion pronti hanno portato le studentesse nella giungla. La dinamica è sempre la stessa, confermate dalle autorità statali. I sacerdoti e le scuole, gli obiettivi privilegiati per i sequestri di massa nel più popoloso e instabile paese dell'Africa centrale. Il più eclatante nel 2014, quando 276 studentesse cristiane furono rapite da un collegio di Chibok dalla formazione jihadista Boko Haram. I sequestri di massa sono diventati ora un business attuati dalla criminalità comune su commissione e la milizia integralista islamica Boko Haram resta tra i principali mandanti. Ma scissioni tra criminali, contrasti tra opposte fazioni politiche religiose, rendono sempre più instabile la Nigeria, mentre il Governo centrale di Abuja mostra fianco e cede ai ricatti. Il 18 febbraio nell'assalto al College dell'università Kagara 42 studenti e docenti sono stati rapiti e non sono ancora stati liberati. Stessa dinamica stessa città a dicembre, altre 300 studentesse sono state sequestrate dal collegio e poi liberate con riscatto mai ufficialmente pagato. Dopo numerosi rapimenti di sacerdoti, la conferenza episcopale nigeriana ha scelto la linea dura: non pagherà più i riscatti.

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