Virus Cina, cosa sappiamo fino ad oggi

29 gen 2020

Cosa sappiamo fino ad oggi? Le risposte ufficiali arrivano dall'Organizzazione Mondiale della Sanità. In realtà questo virus non ha un nome, com'è accaduto, per esempio, con la SARS, ma ha una sigla: 2019-nCoV, dove “n” sta per “nuovo coronavirus” e il coronavirus, lo sappiamo, è la famiglia dei virus respiratori. E poi il rischio è stato innalzato da “moderato” ad “elevato”. E' classificato virus di tipo B, tipo SARS e polio, però è gestito come un virus di tipo A, cioè molto più grave, come il colera e la peste, infatti il numero dei contagi è già superiore alla SARS del 2002-2003. E poi la domanda che tutti ci facciamo, ma a questo il prof. Ricciardi ha già risposto: esiste un vaccino? Purtroppo no. In queste ore, in questi momenti alcune aziende farmaceutiche già ci stanno lavorando. I tempi potrebbero essere relativamente lunghi e tra l'altro non c'è nessuna certezza che poi si possa arrivare ad un vaccino. Puoi tornare al cartello precedente? Il prof. Ricciardi lo guardava con attenzione e mi è parso di capire che volesse aggiungere alcune cose, che volesse fare alcune specificazioni. Sì. Le motivazioni per cui l'Organizzazione Mondiale della Sanità valuta un'epidemia, un focolaio epidemico, dipendono sostanzialmente da due caratteristiche che hanno i microbi, che tecnicamente si chiamano virulenza e patogenicità. La virulenza è la capacità di riprodursi e quindi essere in qualche modo contagiati e la facilità con cui si trasmette. La patogenicità è la gravità della malattia. Il coronavirus è un virus molto virulento nel senso che ha la capacità..., non come il morbillo, lo dice la dottoressa De Bac, molto meno del morbillo. Il morbillo è otto volte superiore, cioè per ogni contatto... Diciamo che sostanzialmente una persona col morbillo può arrivare a infettarne 16, invece nel caso del coronavirus solo 2 o 3. Però è sicuramente superiore per quanto riguarda la virulenza a quello della SARS e quindi è trattato come una minaccia seria. Per la patogenicità, anche se la dottoressa ha detto giustamente come la peste e il colera, ma non è assolutamente patogenico come la peste e il colera, anzi, ha un tasso di letalità molto minore. Per far capire, la SARS... Tasso di letalità significa il numero di morti sul totale dei malati, perché molto spesso si confonde la mortalità e la letalità. La mortalità è il numero di morti sul totale della popolazione, che nel caso di queste patologie è bassissima. Nel caso della letalità, cioè il numero di soggetti che si ammalano e muoiono, in questo caso la letalità è intorno al 2-3%. Nel caso della SARS era il 10 %, cioè morivano 10 persone ogni 100. Non è che sia banale che muoiono 2 persone, ogni 100, però... Però è ridimensionato. Ketty. Allora, sì, riprendiamo. Per essere un po' pratici, quali sono i sintomi e perché si sta generando tutto questo panico? Perché i sintomi sono gli stessi dell'influenza e stiamo poi, tra l'altro, proprio nel periodo dell'influenza, e cioè febbre, tosse, nei casi più gravi bronchite e polmonite. Però, insomma, attenzione, bisogna preoccuparsi solo se si hanno avuti contatti con persone a rischio o se magari abbiamo effettuato negli ultimi 20 giorni un viaggio in Cina. Non è che abbiamo uno starnuto o una tosse e corriamo al pronto soccorso. L'importante è informare in caso di dubbi il nostro medico. E poi, come abbiamo visto per esempio in queste ultime ore da Napoli, comunque la certezza arriva soltanto dal test di laboratorio. Volevo chiedere una cosa è la prof. Ricciardi. In assenza di vaccino, in questo momento, per esempio in Cina proprio, di fronte a un paziente con coronavirus, come si cura? Si fa una terapia sintomatica, cioè sostanzialmente si curano i sintomi, che sono tosse, disturbi delle vie respiratorie, debolezza. Lo si alimenta, lo si idrata. E' la terapia sintomatica che si fa nella stragrande maggioranza delle malattie virali, che sono delle malattie che non vengono curate con gli antibiotici e devono essere curate proprio con dei farmaci che si chiamano antivirali, che però hanno bisogno di tempo per essere sviluppati e non hanno la stessa efficacia degli antibiotici che funzionano, perché i virus si addentrano all'interno delle cellule umane e quindi per avere un buon antivirale tu devi essere in grado di discriminare e uccidere il virus, ma non la cellula che lo contiene perché altrimenti poi fa dei danni. Quindi la terapia è sintomatica, però è chiaro che quando hai una struttura assistenziale molto ben strutturata, che può fare ventilazione assistita, che può dare farmaci che in qualche modo curano i sintomi, la gente non muore. Invece se tu abbandoni il paziente a se stesso la sindrome si aggrava e può portare alla morte.

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