M5S, voci passo indietro Di Maio alla guida del movimento

21 gen 2020

Pochi giorni al voto in Emilia Romagna e Calabria, e il Governo si dà da fare per andare avanti con la sua agenda, come non ci fossero preoccupazioni sui possibili risultati, ma restano divisioni e soprattutto cresce la fibrillazione nel Movimento 5 Stelle, che continua a perdere pezzi. Nelle ore scorse sono usciti altri due deputati e che potrebbe perdere anche la sua guida politica, perché si fanno sempre più insistenti le voci sul passo indietro di Di Maio, che lascerebbe per dedicarsi solo al suo ruolo di Ministro. L'aveva smentita con forza giorni fa questa ipotesi, che però ora con forza torna alla ribalta. Alle 10:00 c’è un vertice fra lui e i Ministri e Viceministri dei 5 Stelle, a Palazzo Chigi. Il Segretario del PD, Zingaretti, ha già commentato “Non mi fa piacere se Di Maio lascia la guida del Movimento, è con lui che abbiamo fatto l'alleanza e stretto un rapporto di fiducia”. Fraccaro intanto minimizza sull'ipotesi di una fronda da parte di un altro ex, Paragone. “Quando decidi di entrare e metterti in gioco come Movimento 5 Stelle, devi giocare di squadra. Probabilmente Paragone non ha giocato di squadra nell'ultimo periodo e queste sono le conseguenze”. Nel frattempo il vertice sulla giustizia fa segnare passi avanti, dicono dal PD, ma Italia Viva ribadisce che la proposta Conte è di fare per la prescrizione, una differenza fra condannati e assolti in primo grado è da bocciare perché incostituzionale. E il Ministro Bonafede ammette che restano divisioni. Per l'opposizione questo Governo ha i giorni contati. “Il nostro successo alle regionali prossime sarà un avviso di discontinuità per questo Governo non eletto, frutto della fusione di palazzo di due diverse sinistre, quella del Partito Democratico e quella dei 5 Stelle, che vivono ancora dell'ideologia, della filosofia delle formule comuniste.

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