Trattative Pd-M5s, Zingaretti chiede discontinuità

24 ago 2019

Il programma e la scelta del premier. Le trattative per la formazione di una futura maggioranza giallo-rossa continuano. Dopo l'incontro a cena tra i due leader, la scelta del futuro Presidente del Consiglio rimane il principale scoglio da superare. A commento delle parole di Conte da Biarritz, il capogruppo del partito democratico, Andrea Marcucci, ribadisce la necessità di andare avanti, di lavorare ad un progetto riformatore senza fermarsi sui nomi. Di Maio non vuole rinunciare ad un Conte bis, proposta irricevibile, a quanto sembra, da Nicola Zingaretti, che rilancia la necessità di una nuova fase, di un Governo di svolta. La parola d'ordine è discontinuità. "Siamo nel pieno di un confronto sui contenuti e sta andando bene. Io confido anche sulle personalità di trovare una soluzione". " Conte bis?". "Lavoriamo per trovare una soluzione che rispetti il mandato della direzione. Discontinuità, rinnovamento e un Governo forte per il bene dell'Italia". "Un confronto serio, senza furbizie, è l'unica via per dare un Governo al Paese" scrive in un tweet il vicesegretario, Andrea Orlando. "L'unica cosa che non si può fare è cambiare ogni sei ore le carte in tavola". C'è anche chi nel Partito Democratico non vorrebbe escludere a priori la possibilità di un secondo Governo a guida Conte, ma unità è al momento la parola d'ordine e anche Renzi chiede di lasciar lavorare chi deve farlo. Nelle prossime ore si riuniranno al Nazareno i sei tavoli di lavoro per il programma sui dossier da portare al confronto con il Movimento 5 stelle. Intanto Marta Cartabia, Vicepresidente della Consulta, tra i nomi emersi come possibile candidata premier di un Governo giallo-rosso, si sfila ufficialmente dalla corsa verso Palazzo Chigi: "L'incarico alla Corte costituzionale richiede grande impegno e responsabilità e intendo portarlo a compimento". Altro elemento importante in queste ore di lunghi negoziati, la fiducia. Nel Partito Democratico si continua a nutrire dubbi sulla lealtà della trattativa da parte dei 5 Stelle. L'ipotesi del doppio forno, di un possibile accordo sottobanco tra pentastellati e leghisti per una riedizione del Governo giallo-verde, rimane una possibilità da non sottovalutare. Il tempo corre, dal Nazareno si ragiona intorno ad una mediazione definita complessa. Unica certezza le scadenze dettate dal capo dello stato.Martedì si riapriranno le porte del Quirinale.

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