Il giallo della colf trovata morta a Milano

Sono avvolte dal mistero le ultime ore di vita di Mariana Odica, la colf rumena, trentacinquenne, trovata morta domenica sera in un appartamento in centro a Milano. Stando all’esame autoptico, la morte, causata da diverse ferite al petto e alla gola, è avvenuta per dissanguamento tra le 15 di sabato 8 luglio e le 13 della domenica successiva. L’allarme è stato lanciato dalla padrona di casa presso cui lavorava intorno alle 23 di domenica, una volta rientrata dal weekend. Gli inquirenti non escludono nessuna pista e stanno setacciando la sua vita privata, che al momento non ha dato riscontro di particolare rilievo. Per questa ragione le indagini proseguono sul doppio binario del suicidio e dell’omicidio. Il Pm Eugenio Fusco, titolare dell’inchiesta, ha ordinato accertamenti tecnici sulle telecamere della zona e sulla porta di casa trovata chiusa con una mandata e col mazzo in dotazione alla colf all’interno dell’abitazione. I pochi elementi chiari a disposizione dicono che la morte non sia stata immediata, ma non vi sono tracce che dimostrino un suo trascinamento. La vittima, infatti, è rimasta nel punto in cui ha ricevuto le coltellate e l’arma è stata trovata sotto al suo corpo. Sempre dagli esami svolti sul corpo della giovane rumena, non risultano esserci ferite alle mani o alle braccia e questo supporterebbe l’ipotesi del suicidio, anche se gli inquirenti non si sbilanciano. Quel che è certo è che nell’ultimo periodo la donna era inquieta e giù di morale, un po’ poco al momento per giustificare una fine così.


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