Eurogruppo sulla Grecia, Bruxelles chiede più austerità

La crisi greca non finisce mai. Atene, stretta tra un debito pubblico tornato a essere esplosivo, definizione del Fondo monetario internazionale, e 8,4 miliardi di euro di debiti in scadenza da qui a luglio, si trova a dover soddisfare l’ennesima richiesta di misure di austerità. In particolare, i creditori, per poter versare la prossima tranche di aiuti, chiedono un’ulteriore stretta sul lavoro e pensioni (sarebbe il dodicesimo taglio dal 2010) e un aumento di tasse; un pacchetto di misure da più di 3,5 miliardi di euro, il 2 per cento del PIL greco, da far scattare se il Paese non centrerà gli obiettivi di bilancio previsti. Queste richieste sono il risultato di mesi di discussioni tra gli stessi creditori internazionali, cioè Europa, BCE e Fondo monetario, su come rifinanziare il Paese ellenico. Sullo sfondo un Paese sfiancato da anni di recessione e di riforme, dove ancora un greco su quattro non ha un lavoro. Il malcontento investe anche il Governo Tsipras, la cui popolarità è in forte calo nonostante il Primo Ministro abbia detto e ridetto che non approverà nemmeno un euro in più di misure di austerità. Lo scenario è dunque incerto e non è escluso che la Grexit torni tra le possibilità sul tavolo, insieme ad elezioni anticipate. Una parziale buona notizia arriva sul fronte del Fondo salva-Stati europeo, il cui direttore, Klaus Regling, ha detto che la Grecia avrà bisogno di molti meno soldi degli 86 miliardi di euro previsti dal terzo pacchetto di aiuti che scade nel 2018 e del quale finora Atene ha ricevuto, in due tranche, poco più di 30 miliardi.


  • TAG
Autoplay

Playlist Correlate