Covid, perché il bollettino giornaliero è utile

13 gen 2022

"Prima che parlare di togliere il bollettino, magari facciamolo meglio cartello 50: un caso da manuale quello di ieri, il dato sui decessi come sappiamo, quello comunicato ufficialmente, non sono nel bollettino, ma la dash board governativa era 313, naturalmente, tutti han detto il più alto da quando la curva ricominciato a salire; il problema è che non è vero perché in realtà c'erano circa una quarantina di decessi che risalivano a più di una settimana fa, a volte a mesi fa, questo succede quotidianamente, ma ieri era è particolarmente importante il numero di decessi; questo per fare un esempio, per dire che il bollettino se lo facciamo meglio ci guadagniamo tutti prima di toglierlo. Cartello 42: oltretutto non vogliamo più dire quanti contagi ci sono ogni giorno, bisogna dirlo anche all'OMS però, perché l'Italia, ovviamente, come tutti i paesi il conteggio quotidiano dei contagi lo fa finire anche sul sito dell'OMS, qualche ora di ritardo ma c'è, tutti i giorni. Quindi se non lo diamo più, non lo diamo nemmeno più all'OMS? Ricordiamo che tutti i Paesi fanno i conteggi quotidiani e non si capisce bene di cosa stiamo parlando. Cartello 41: si dice contiamo solo i sintomatici, che può anche essere una scelta sensata, ma in questo momento ci sono un milione e mezzo di positivi chiusi in casa, che non hanno sintomi e glielo andiamo a spiegare che sono statisticamente irrilevanti, ma non possono uscire di casa e anche se escono non possono tagliarsi i capelli o bere un caffè? Insomma, mettiamoci d'accordo perché se noi contemporaneamente restringiamo le possibilità di fare le attività, inaspriamo il Green pass, ma poi diciamo che il positivo asintomatico non conta niente sul piano statistico, francamente, sembra un po' contraddittorio; ma poi c'è un tema di fondo, è vero che diffondere dati quotidiani, anche sui contagi crea apprensione? A volte vero il contrario, cartello 19: se noi non avessimo i dati i quotidiani, non avremmo questo cartello; è quello che ci fa vedere che, negli ultimi giorni, il tasso di positività in Lombardia, cioè i positivi sul totale tamponi fatti, sta scendendo. E' un dato positivo ovviamente, come vediamo, è negli ultimi sei giorni che sta succedendo, se noi avessimo l'aggiornamento settimanale non avremmo uno dei dati più positivi, tutto sommato, che ci sono in questo periodo. Altro esempio, cartello 39: non avremmo nemmeno questo di grafico, anche questo, uno dei dati che fanno sperare di più, è l'elaborazione professor Sebastiani del CNR, che fa vedere che, anche in tutta Italia, la percentuale positivi sui molecolari sta calando; Sebastiani non solo ce lo dice ma ci fa anche la media mobile che è la curva scura, quella che fa capire meglio le tendenze, se ci dessero questa linea, come fanno molti altri paesi, invece dei dati grezzi quotidiani sarebbe opportuno, invece qui deve farlo, appunto, il professor Sebastiani, o noi, o altri. Poi cartello 34 altro esempio se il Regno Unito comunicasse settimanalmente i dati invece che quotidianamente, noi avremmo il grafico di sinistra sui ricoveri cioè con l'arrivo di Omicron noi vedremo che i ricoveri stanno andando molto su e non accennano a rallentare, invece aggiornandola ad oggi, si vede che la curva sta cambiando forma, continua a salire ma flette, dato molto positivo che noi abbiamo perché il conteggio nel Regno Unito ovviamente come ovunque è quotidiano. Insomma noi siamo stati forse tra i primi a è dire vero che i contagi non devono più avere il ruolo principale nella comunicazione dei dati. Ma da qui a dire che non si danno più ce ne passa e soprattutto prima o poi finiranno queste dash board, questi bollettini, non ne parleremo più quando finalmente saremo usciti dalla pandemia. Adesso siamo in una piena nuova ondata, forse è il caso di parlare di farli meglio più che di toglierli questi dati.".

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