Ministero Salute: come curare a casa i pazienti Covid

01 dic 2020

Lo scopo è assistere i pazienti che non necessitano di ricovero ospedaliero evitando l'affollamento ingiustificato dei reparti di pronto soccorso. Le indicazioni su come e chi può curare l'infezione da Covid in casa propria arrivano direttamente dal Ministero della Salute. I positivi che possono essere curati dai medici di famiglia sono quelli considerati a basso rischio, ovvero chi non è affetto da malattie gravi, non è immune-depresso e non soffre di patologie tumorali. Questi pazienti possono avere una blanda sintomatologia influenzale, come tosse, naso chiuso, mal di testa, debolezza o lievi sintomi gastro interici. Ma non devono avere difficoltà respiratorie o febbre superiore ai 38 gradi. Secondo le disposizioni dell'agenzia italiana del farmaco, queste persone possono essere curate con antinfiammatori come paracetamolo: antinfiammatori non steroidei possono essere utilizzati in caso di febbre o dolori articolari e muscolari, a meno che non esistano chiare controindicazioni. L'uso dei corticosteroidi, si legge nella circolare ministeriale, non deve essere routinario, ma è raccomandato nei soggetti con malattia grave che necessitino di ossigeno supplementare. L'impiego di tali farmaci può essere considerato solo in quei pazienti in cui il quadro clinico non migliora entro 72 ore. Stesso discorso per gli antibiotici, da utilizzare solo in presenza di febbre persistente da più di 72 ore. sfatato poi il mito dell'idrossiclorochina, la cui efficacia non è stata confermata in nessuno degli studi clinici finora condotti e che, dice l'agenzia italiana del farmaco, non previene e cura l'infezione. Niente areosol se il paziente è in isolamento con altri conviventi, il medico che assiste un malato a domicilio dovrà controllarlo costantemente, facendo eseguire la misurazione periodica della saturazione dell'ossigeno, tramite apposito saturimetro. Se infine si era già in cura per altre patologie, ad esempio con terapie anti ipertensive, anticoagulanti o anti aggreganti, queste non si devono modificare per non aggravare le condizioni preesistenti.

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