Omicidio Sacchi, papà Luca: Anastasiya, responsabile morale

25 gen 2020

"Chi ha sparato merita l'ergastolo" dice Alfonso Sacchi appena ha saputo della chiusura delle indagini, decretata dalla procura di Roma con la richiesta di giudizio immediato per i sei responsabili della morte del figlio. Elogiando il buon lavoro svolto dagli inquirenti, il papà di Luca, ribadisce che tra i sei finiti alla sbarra c'è anche chi ha una responsabilità morale e questa persona è Anastasia, la fidanzata di Luca, anche lei a giudizio con l'accusa di tentato acquisto di sostanza stupefacente. "È stata lei a scavargli la tomba" dice Alfonso Sacchi se non si fosse cacciata nei guai quella sera non ci sarebbe mai stata. Quella Anastasia che lui aveva accolto in casa come una figlia che negli ultimi tempi non era più quella di prima. Che qualcosa tra i due ragazzi fosse cambiato lo si è scoperto in chat, una conflittualità ricorrente messaggi WhatsApp. "Ti sembro dottor Jekyll e Mr.Hide?" Scrive ad esempio Anastasia a Luca in un Whatsapp a metà settembre. Lui la sentiva diversa perché non rispondeva ai messaggi, sembrava evasiva, gelosa della mamma di Luca dopo un litigio avvenuto in montagna durante la scorsa estate. Lei che scrive:"la mia vita con te fa schifo" e lui che risponde: "sembra che giochi con i miei sentimenti mi stai facendo soffrire". Da questi messaggi, finiti tra gli atti dell'inchiesta, è evidente che la fiducia di Luca nei confronti di Anastasia era crollata. Chissà se forse aveva in animo di lasciarla non lo sapremo mai. Perché la calibro 38 impugnata da Valerio Del Grosso, gli ha tolto la vita a soli 24 anni, la sera del 23 ottobre davanti ad un pub nel quartiere Appio. Valerio Del Grosso, Paolo Pirino e Marcello De Propris sono in carcere, tutti accusati di omicidio premeditato e aggravato in concorso e rapina. E anche se Anastasia ha sempre negato di aver saputo della droga e di avere nello zaino quei settantamila euro mai trovati il PM è sicuro dell'evidenza della prova. Per questo ha chiesto per tutti, giudizio immediato. Prima udienza, il 31 marzo.

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