Pazienti guariti allo Spallanzani, Vaia: lavoro di squadra

25 feb 2020

“Qui sappiamo che sono state, Presidente, curate tre persone contagiate dal nuovo Coronavirus. Sono stati usati un complesso di farmaci, una terapia sperimentale insieme a tanti altri elementi. Che cos'è che ha funzionato?” “C'è stata una somma di attenzioni cliniche, una terapia sicuramente sperimentale, i nostri clinici hanno utilizzato antivirali che sono stati utilizzati già in passato, per esempio per combattere la Sars, l'Ebola, eccetera, e poi hanno utilizzato le terapie cliniche che si fanno in questi casi rispetto a persone che vivono in terapia intensiva. Siamo molto soddisfatti nel ritenere che questa somma di terapie sperimentali e cliniche, tipiche della rianimazione, ha ottenuto i risultati positivi che ormai tutti sanno.” “Questo protocollo, come possiamo definirlo, è stato condiviso con tutti gli ospedali?” “I nostri operatori che si occupano di ricerca sono stati costantemente in contatto, in call conference, sia a livello internazionale con la Cina, con l'OMS e con gli altri colleghi degli altri ospedali, con il Sacco e con gli altri e poi anche i clinici.” “C'è una condivisione piena.” “Diciamo che c'è stata un'assoluta condivisione.” “Come contenere il contagio, visto quello che è accaduto in così breve tempo?” “Allora, sembra dire cose più semplici, dalle misure precauzionali individuali che abbiamo ripetuto e che ripetiamo sempre, il lavaggio costante delle mani, essere a distanza con la persona a non meno di un metro e mezzo, starnutire nel gomito. Insomma, tutte queste precauzioni individuali necessarie, indispensabili e anche sufficienti. È evidente che in una struttura ospedaliera, una struttura di comunità, bisogna prendere delle precauzioni che diano maggiore garanzia e tutela di sicurezza agli operatori e ai cittadini.”.

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