Pesaro, screeening nelle scuole diventa un modello nazionale

20 apr 2021

Mettere la scuola al riparo dal virus e garantire lezioni in presenza fino alla fine dell'anno. Nella palestra del campus di Pesaro, lo screening volontario con tampone antigenico rapido, di ragazzi e personale scolastico. "Quelli che ho chiamato da questa parte". "L'hai già fatto il tampone?" "No". "Prima volta?" Oltre 400 i tamponi effettuati in quattro ore da medici e infermieri volontari, in collaborazione con l'AIL. "Il tampone secondo me è necessario farlo ogni tanto. Non rischio di contagiare i miei, perché magari una persona è anche asintomatica e non lo sa". "Proviamo la febbre, ti igienizzi le mani, per favore". "È giusto farlo, in modo tale che ci possa, anche essere, una sorta di convivenza sociale e non rinchiuderci nuovamente in casa". "Facciamo solo una narice, va bene? Abbassa pure la mascherina". "Siamo tranquilli, perché i controlli vengono effettuati. Sarebbe importante far ritornare al 100% le classi più vicine, magari agli esami, come le terze medie o le quinte superiori". Salvatore Maviglia, è medico della rianimazione dell'ospedale di Pesaro, dopo il turno di notte si è rimesso la tuta per contribuire a questa campagna. "Se è positivo, viene chiamato lo studente, viene nuovamente ripetuto, però stavolta, un tampone molecolare e inviato subito in laboratorio, per essere analizzato. In attesa, viene messo in una stanza isolata. Se il molecolare è positivo, viene mandata in quarantena la classe". È il terzo monitoraggio, dall'inizio dell'anno voluto dal Comune di Pesaro, per tutte le scuole, il prossimo a maggio. "Ci permette di lavorare con molta più tranquillità e serenità, considerando che poi, la maggior parte dei docenti, ha già ricevuto la prima dose di vaccino, direi che l'ambiente è più che sicuro". Un modello che potrebbe essere replicato su scala nazionale, il Ministro dell'Istruzione, Patrizio Bianchi ci crede: nel Decreto Sostegni sono stati destinati allo screening, 150 milioni.

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