Salone Cultura, a Milano la quarta edizione

17 gen 2020

Tre sezioni, editoria, libri d'occasione, librai antiquari, per un totale di 500000 volumi. Un numero eccezionale come eccezionale è il Salone della Cultura in programma a Milano sabato e domenica. Un evento che, come ci ha spiegato il curatore della manifestazione, il giornalista Armando Torno, è la più democratica delle passeggiate possibili con i libri. Ci sono un 100, 120 bancarelle, che sono quelle che noi troviamo magari nelle nostre città, che hanno dei libri di modernariato, che hanno dei libri d'occasione. Poi troviamo invece i reparti degli antiquari, che non sono bancarelle ma sono proprio degli stand e sono gli antiquari che hanno libri che cominciano a salire di prezzo. Poi ci saranno 70 editori di cultura che hanno deciso di aderire a questo Salone e portare magari dei libri che non si vedono nella grande distribuzione. Al Salone della Cultura anche fotografie, illustrazioni, cataloghi. Non ci sono soltanto i libri Perché è il Salone della Cultura. Ci saranno quindi mostre. Chiaro che il percorso è un percorso culturale, ma è anche un percorso, diciamo così, una specie di gita in piccole meraviglie che magari ignoravamo. Si può fare l'affare se si ha occhio? Assolutamente. Io sono convinto anzi che tutti coloro che comprano i libri fanno sempre degli affari. Basta aspettare. Il più grande affare è che il libro sa sempre restituire qualcosa in più della spesa che abbiamo fatto, se si sceglie bene. C'è bisogno di cultura e soprattutto è una parola che in parte spaventa? Garzanti disse la crisi italiana non è economica. È culturale. Da lì discendono tutte le nostre crisi. Forse aveva ragione. Garzanti è morto da qualche anno, ma lo stiamo un po' verificando. O sbaglio?.

pubblicità