Tecnologia sostenibile, oro dai rifiuti hi-tech

17 dic 2019

Estraggono metalli preziosi: rame, argento, oro. Lo fanno qui, nel Dipartimento di Ingegneria chimica del Politecnico di Milano. Lo fanno in questi laboratori, dai rifiuti. Tecnologici, è vero, ma sempre rifiuti. È facile dire laboratori. In realtà sembra la sala di un alchimista. “Ci vuole un po' di pensiero di questo genere per estrarre i metalli dalle schede elettroniche”. Metalli dalle schede elettroniche. Come funziona? “Prima di tutto dobbiamo indossare gli occhiali per la protezione”. Ah sì, perché qui ci sono solventi pericolosi. “Ci sono solventi, acidi, sostanze che potrebbero essere pericolose. Lo scopo è prendere una scheda che potrebbe essere all'interno di un nostro portatile o di un telefonino, la quale contiene molti metalli nobili, che sono l'oro, l'argento e il rame”. Questa cosa qui deve essere fatta meccanicamente o chimicamente? “Bisogna combinare le due azioni. Tradizionalmente il processo prevede che da una scheda intera ci sia un processo di frantumazione”. E poi da qui si viene a ridurre ancora in poltiglia. “C'è un ulteriore grado di frantumazione per portarla allo stato quasi di polvere”. Questa polvere sono detriti, è roba da buttar via. “Sembrerebbe”. In realtà qui dentro c'è un sacco di soldi. “Ci sono un sacco di soldi, in particolare nelle schede di ultima generazione, che contengono molto più oro rispetto alle schede di qualche anno fa. La polvere viene inserita in due soluzioni. Prima in questa, in questo caso di colore blu, dove si ha la dissoluzione del rame. In seguito, la parte che si può estrarre ancora solida viene trattata in un'altra soluzione dove si ha la dissoluzione dell'oro”. E come facciamo a solidificarlo? “In questo caso interviene un processo di elettrodeposizione, che vediamo”. Elettrodeposizione. Ci spieghi in sintesi, molto semplicemente. “L'elettrodeposizione è un processo tramite il quale si può estrarre una specie metallica da una soluzione acquosa in cui è presente come stato ionico”. Cioè in sostanza, in questo contenitore blu ci sono ioni di rame. “Nella soluzione”. Nella soluzione, e questi ioni di rame andranno a formare una pellicola dove... “Su questo elettrodo, che in questo caso si chiama catodo”. Tutto quello che viene accumulato su questo elettrodo poi deve essere... “Può essere meccanicamente poi esfoliato e si ha una pellicola di metallo, peraltro molto puro, quindi in questo caso il generatore sta portando elettroni a questo elettrodo, gli ioni si avvicinano, si prendono un elettrone e formano... vengono ridotti e formano il rame metallico. Possiamo estrarre la lastrina e, come si può vedere, la lastrina si è rivestita di un film rosa, che è il classico colore”. Questo rosa è il rame. “È rame nel suo stato metallico”. Tutto questo, ovviamente, fa risparmiare un sacco di tempo, un sacco di soldi”. “Sicuramente sì”. È anche ecosostenibile. “È assolutamente fondamentale all'interno di un approccio dell'economia circolare. Quello che noi abbiamo sviluppato all'interno dei nostri laboratori col Politecnico è un ulteriore passo in avanti nel velocizzare e nel rendere più efficiente il processo in quanto siamo in grado di evitare la fase di frantumazione e di macinazione e di trattare la scheda intera”. Quindi chimicamente dividete la plastica dai metalli. “Esattamente”. Qui dentro ci sono tutti i metalli... “E poi si fa un'estrazione, si ripassa negli step, nelle fasi che abbiamo visto in precedenza. Abbiamo anche dimostrato che siamo in grado di recuperare molti più metalli rispetto alla metodologia che abbiamo visto in precedenza”.

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