Fca-Renault, Parigi: rischio indebolire rapporto con Nissan

07 giu 2019

Il matrimonio a tre non ha funzionato: la relazione tra Renault e Nissan, antica di vent'anni, costellata di partecipazioni incrociate e patti improntati alla discrezione sugli affari interni, ma vitale, soprattutto per Parigi, alla fine ha prevalso. Fiat Chrysler, con le sue avance, non è riuscita a conquistare il cuore della casa automobilistica transalpina, cioè lo Stato francese, proprietario di un 15%, che ne fa il principale azionista e così, di fronte al tentennamento di Nissan di un sì alle nozze, comunicato a giochi quasi fatti e che avrebbe rischiato di relegarla a un ruolo di secondo piano, è saltato tutto, almeno per il momento. Da Parigi è arrivato qualche segnale di apertura, ma il Ministro delle Finanze francese Bruno La Maire, spiega quanto sia vitale l'alleanza con i giapponesi, che comprende anche Mitsubishi, cioè un colosso da 7 milioni di auto vendute all'anno, due in più di Fca, ma anche tecnologia all'avanguardia e un mercato ricco, quello asiatico. “Non volevamo prendere nessun rischio né per l'alleanza con la Nissan né per la Renault” racconta La Maire in un'intervista a “Le Figaro”, ripresa dalla stampa italiana, dove si ricorda che delle quattro condizioni poste ne mancava una, quella dell'assenso giapponese. Le Maire è convinto che indebolire il rapporto con Tokyo sarebbe stato irresponsabile, ma anche - precisa - che aveva chiesto altro tempo al Lingotto, che, invece, ha deciso di fare un passo indietro. “Una scelta coraggiosa per tutelare i nostri interessi” ha detto il presidente di Fca, John Elkann, riferendosi al ritiro dalle trattative. Sfumano, così, le nozze dell'anno, quelle che avrebbero ridisegnato il mondo delle quattro ruote con la nascita del primo gruppo mondiale dell'auto, una fusione da oltre 30 miliardi che avrebbe partorito oltre 15 milioni di vetture e di cui sia la casa italoamericana sia quella francese avevano comunque bisogno. Per quanto riguarda Fca, la ricerca di un partner continua per realizzare il piano industriale annunciato un anno fa: conquistare nuovi mercati e recuperare terreno in campo tecnologico.

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