Governo Draghi, i 3 ministri che gestiranno il Recovery Plan

13 feb 2021

Mister 209 miliardi, anzi tre mister. Un club ristretto, i ministri chiave del nuovo Governo per gestire il recovery plan e la massa di miliardi del programma Next generation europeo sono tutti tecnici, tutti, ovvio, di stretta fiducia del premier Draghi. CFC Colao Franco Cingolani, il triangolo costruito dall'ex numero uno della Bce in un tavolo a quattro in cui il premier vestirà i panni di interlocutori di Bruxelles, è infatti sparita la figura del Ministro degli affari europei ricoperta nel Conte 2 da Vincenzo Amendola. La prima voce del PNR quella agognata della rivoluzione verde, prevede quasi 70 miliardi da spendere. Toccherà al manager scienziato Roberto Cingolani coordinare la transizione ecologica con alcune deleghe, come l'energia che svuotano un po' di competenze il Ministero dello sviluppo economico guidato da un politico, il leghista Giorgietti. Vittorio Colao, già a capo della task force di fase 2 voluta e poi anzitempo svuotata di peso da Giuseppe Conte guiderà l'innovazione tecnologica e la digitalizzazione è la seconda voce del piano nazionale di ripresa, oltre 46 miliardi in 7 anni in arrivo dall'Europa. Le prime due voci fanno oltre il 50% del recovery plan. Poi ci sarà la regia del nuovo Ministro dell'economia, Daniele Franco, la terza figura tecnica scelta da Draghi per questo triumvirato che deve mettersi subito al lavoro. Entro il 30 aprile i piani vanno presentati a Bruxelles. Senza contare il ruolo centrale che avranno anche il sottosegretario alla Presidenza Garofoli, il Ministro per le infrastrutture Enrico Giovannini, naturalmente tecnici anche loro.

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