Ilva, annunciati 4700 esuberi. Sindacati e governo contrari

04 dic 2019

Il conto per la riapertura della trattativa è salato. Nel primo incontro tra Governo, Arcelor Mittal e sindacati, i numeri presentati sono pesanti. Il nuovo piano industriale 2020-2024, illustrato al Ministero dello Sviluppo Economico dall'amministratore delegato Italia Lucia Morselli, prevede che la produzione di acciaio passi da 4 milioni e mezzo di tonnellate a 6 milioni di tonnellate nel 2021 e soprattutto un taglio dei lavoratori per un totale di 4700 esuberi entro il 2023, 2900 dei quali il prossimo anno. L'azienda ha parlato anche di una perdita di un miliardo per il 2019. "La strada è tutta in salita", commenta il ministro Patuanelli, annunciando per i prossimi giorni una controproposta del Governo. Sono molto, molto deluso. Oggi speravo che l'azienda facesse qualche passo avanti, invece non è ancora così. Noi faremo le nostre proposte nelle prossime ore. "È un piano irricevibile", dichiarano i leader sindacali di CGIL, CISL, UIL. Chiedono che la multinazionale rispetti gli accordi del 2018. È stato presentato oggi. È inaccettabile perché quello non è un piano industriale, quello è un piano di chiusura del gruppo Ilva nel nostro Paese, perché questo sarebbe l'esito di quella cosa lì. È inaccettabile perché Mittal ha firmato un accordo che deve applicare e rispettare. In attesa di un nuovo incontro, il 10 dicembre ci sarà uno sciopero dei lavoratori di tutto il gruppo.

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