Manovra, stretta su auto aziendali potrebbe essere rivista

31 ott 2019

Potrebbe ridimensionarsi il giro di vite previsto in manovra per le auto aziendali. Non varrà per tutti, ma solo per le imprese più grandi, ha spiegato il Sottosegretario all'economia, Alessio Villarosa, correggendo il tiro rispetto a quanto circolato e cercando di stemperare le polemiche. La stretta fiscale è prevista nella bozza della legge di bilancio, prevede di ridurre gli sgravi fiscali esistenti per i lavoratori che hanno la macchina assegnata dall'azienda, per il cosiddetto uso promiscuo, cioè anche per gli spostamenti nel tempo libero. Oggi i dipendenti. che hanno un veicolo di questo tipo, pagano una cifra mensile con lo stipendio, ma con un forte sconto rispetto a un normale benefit. Questo bonus verrebbe cancellato col risultato che la busta paga risulterebbe più leggera. Se per esempio adesso il signor Rossi ha una trattenuta di 50 euro per l'auto in futuro dovrebbe pagare più del triplo. Poiché, inoltre, questo benefit contribuisce a innalzare il calcolo del reddito, il nostro signor Rossi potrebbe, teoricamente finire per vedersi ridotte altre agevolazioni di cui beneficia, a partire dal bonus degli 80 euro che si assottiglia fino a scomparire quando salgono i guadagni. La stretta voluta dall'esecutivo, colpirebbe anche le macchine meno inquinanti vanno riguarderebbe gli agenti di commercio che non sempre, però, sono dipendenti e quindi spesso non hanno questo vantaggio. Se non saranno posti limiti alla misura, secondo ANIASA, che è industriale dell'autonoleggio, l'impatto sarà ampio, andando a toccare circa 2 milioni di lavoratori. Ripercussioni, poi, si temono per chi affitta le vetture. Le auto aziendali in Italia rappresentano poco meno di un quinto del mercato delle 4 ruote. Una fetta importante del settore automobilistico, già insofferenza, che potrebbe vedere affievolire il giro d'affari. Gli industriali fanno notare, inoltre, che le entrate fiscali aggiuntive, stimate in mezzo miliardo, sarebbero basse, e ancora, che si porrebbero dei problemi per coloro che, avendo la macchina legata al contratto di lavoro, non saprebbero come eventualmente rinunciarvi, perché, col nuovo regime, diventerebbe troppo costosa.

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