Giorno memoria, cerimonia per gli 80 anni dalla liberazione

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2 mesi fa

Il campo di Auschwitz rimane sullo sfondo, fuori dal grande tendone che ospita decine di presidenti e ministri provenienti da dentro e fuori l'Europa. Si siedono tutti ai lati del binario, della fine della ferrovia, percorsa dai vagoni piombati pieni di ebrei destinati allo sterminio. Alcuni di loro ce l'hanno fatta e ottant'anni dopo la liberazione del campo di Auschwitz-Birkenau sono ancora qui, di fronte ai rappresentanti del mondo, a raccomandar loro di preservare la memoria e a raccontare e testimoniare per l'ennesima volta ciò che hanno vissuto. Lo fanno Marian, Giannina, Leon, tutti ultranovantenni, quasi centenari. E lo fa anche Tova, internata ad Auschwitz a cinque anni e miracolosamente salva. "Il mio ricordo, le mie memorie sono molto vivide, grazie a mia madre che costantemente mi ha raccontato gli eventi che mi diceva quello che stava accadendo, che è stata sempre al mio fianco. Ora dico che non ha mai nascosto nulla, non ha mai cercato di coprire ciò che stava accadendo. Ricordo che all'età di cinque anni e mezzo mi trovavo in un campo di lavoro, e all'epoca avevo tanti amici che erano stati portati proprio in quella zona e sono stati portati alla morte in questo campo di lavoro. Ricordo i loro genitori, ricordo le sofferenze che sono durate anni ed anni. Ricordo come i bambini abbiano visto svuotarsi un cortile che prima era pieno di bambini, ed io pensavo: sono l'unica bambina ebrea che è rimasta in questo luogo" Alla fine della cerimonia di dignità di stranieri, tra cui il Presidente Mattarella, accendono ognuno un lumino in ricordo delle vittime della Shoah. Non c'è, non invitato per l'invasione dell'Ucraina, il rappresentante della Russia, proprio il paese che il 27 gennaio del 1945 liberò il campo di sterminio. Paradossi ed incroci della storia di ieri e di oggi. Qui ad Auschwitz ormai è sera, le baracche, il filo spinato elettrificato, le torrette di guardia sono immersi in un silenzio carico anche del ricordo del circa milione di persone che qui è stato sterminato. Ed ora che i testimoni diretti sono sempre di meno, è ancora più importante e gravoso il ruolo di questo posto e l'attività che qui si svolge: quella di raccontare, spiegare e mostrare ciò che è avvenuto affinché un'altra Shoah non si ripeta. .