Hong Kong, ancora violenti scontri militari in allerta

07 ott 2019

Continuano senza sosta le proteste ad Hong Kong, nonostante i nuovi divieti di manifestare e di coprirsi il viso. Anche oggi, lunedì, le vie del centro e di molte aree limitrofe sono state teatro di scontri anche molto violenti con la polizia, che ha invano tentato di far rispettare il nuovo divieto. Forti dei pareri di alcuni rispettati giuristi che hanno definito il divieto incostituzionale, migliaia di manifestanti hanno dato libero sfogo alla fantasia, presentandosi con maschere di ogni tipo e chiedendo alla governatrice, Carrie Lam, di dimettersi, mentre il dialogo tra le autorità locali ed alcuni leader del movimento sembra essersi di nuovo fermato. Sulla città sta calando un'atmosfera sempre più tesa. Oramai si registrano molti scontri violenti. Stanotte un tassista è stato linciato da un gruppo di manifestanti, mentre la polizia ha scaraventato, da un viadotto, due studenti, per fortuna senza gravi conseguenze. Se non avverrà un miracolo, vedremo presto molti morti, ha dichiarato a Sky News, Chris Patten, l’ultimo governatore britannico della città che ha definito irresponsabile e inutile il tentativo del Governo locale di fermare le manifestazioni con il divieto di circolare con le mascherine. E ci sono voci di nuove misure d'emergenza come l'imposizione del coprifuoco e il blocco dei social, per impedire ai manifestanti di coordinarsi attraverso la rete. Nel frattempo la città sembra bloccata. Quasi l'intera rete della Metropolitana, linfa vitale di Hong Kong, è ancora bloccata mentre scuole e centri commerciali restano chiusi. Mentre da Pechino si continua a protestare contro l'intollerabile ingerenza dei paesi occidentali, nella città di confine di Shenzen si continuano ad ammassare mezzi militari.

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