Papa, medici Gemelli: non è in immediato pericolo di vita

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1 mese fa

Dopo una settimana di ricovero al Policlinico Gemelli e 7 giorni di bollettini medici ridotti all'essenziale, per la prima volta a chiarire le condizioni di salute di Papa Francesco sono il Direttore dell'equipe medica dell'ospedale Sergio Alfieri e il medico referente del Vaticano Luigi Carbone, che spiegano il quadro clinico. Dato fondamentale: Papa Francesco non è in immediato pericolo di vita. "Ma la domanda è: il Papa è fuori pericolo? No, il Papa non è fuori pericolo. È aperta la porta a tutte e due le possibilità. Se poi ci chiedete se in questo momento lui è in pericolo di vita, la risposta comunque è no". Da venerdì scorso Bergoglio è migliorato, ma occorre ancora del tempo. Il quadro clinico può mutare ogni giorno. "Il Papa non è attaccato a nessun macchinario. Al bisogno, quando serve, mette i naselli con un po' di ossigeno che lo aiuta quando c'ha quelle crisi asmatiche che voi vedete che ogni tanto ha. Quanto tempo rimarrà lui qua? Quando non sarà più necessario somministrare terapie ospedaliere. Almeno tutta la prossima settimana". Ancora non è possibile stabilire se il Papa domenica potrà recitare l'Angelus o anche semplicemente affacciarsi per pochi istanti al balcone della sua stanza al decimo piano del Gemelli. Si valuterà all'ultimo. Il Papa legge, firma documenti, fa battute. Ha una stoffa durissima, dicono più volte i medici, che fanno notare che molti altri al posto suo, anche più giovani, non sarebbero in grado di sopportare le infezioni di cui soffre con il suo carico di lavoro. È un uomo di 88 anni che soffre una patologia cronica, dunque è un paziente a rischio, dicono i medici. Fondamentale è evitare il rischio di sepsi, il diffondersi dei germi dai polmoni al resto del corpo.