Papa: "Siamo noi mani di Cristo, servono catene solidarietà"

14 giu 2020

Un appello per la Libia: "basta violenze, serve la pace" rivolto non solo ai potenti del mondo, ma a ciascuno. "Siamo tutti responsabili", dice Francesco all'Angelus. Tutti abbiamo responsabilità, nessuno si può sentire dispensato. Un appello anche per i migranti, i rifugiati interni, gli sfollati della Libia. Ci se ne occupi, la pandemia sta peggiorando la loro situazione. C'è crudeltà, invito la comunità internazionale, per favore, a prendere a cuore la loro condizione. Nella messa per il Corpus Domini, il corpo di Cristo, Francesco spiega che l'eucaristia non è un semplice ricordo, ma un fatto concretissimo e la messa è il tesoro più prezioso che ha la Chiesa. "L'eucarestia spegne la fame di cose e accende quello di servire" dice il Papa, "e siamo noi le mani di cui si serve Cristo per aiutare i suoi figli. Serve una vicinanza reale, servono catene di solidarietà, soprattutto ora". È urgente ora prenderci cura di chi ha fame di cibo e dignità, di chi non lavora e fatica ad andare avanti e farlo in modo concreto, come concreto è il pane che Gesù ci dà.

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