Siria, Trump abbandona i curdi: via da guerre ridicole

08 ott 2019

“Dovevamo restare 30 giorni, siamo rimasti anni”. In una serie di tweet il Presidente Donald Trump ha provato a spiegare le ragioni di una decisione che ha lasciato sorpreso persino il Pentagono e che ha amareggiato tutto il suo partito. Il ritiro americano dall'Est della Siria, che, di fatto, spiana la strada ad un intervento militare turco in funzione anticurda, viene motivato come conseguenza inevitabile di una politica isolazionista che Trump è convinto piaccia ai suoi sostenitori. “Eravamo lì per sconfiggere lo Stato islamico, cosa che abbiamo fatto - ha sottolineato il Presidente - riconoscendo che, certo, i curdi hanno aiutato, ma lo hanno fatto in cambio di armi e costosi finanziamenti.” Secondo la Casa Bianca, dunque, non c'è più ragione per rimanere invischiati in guerre definite “senza fine e ridicole” e “gli europei, i russi, i siriani, i curdi e i turchi devono iniziare a cavarsela da soli.” Parole che hanno creato scompiglio anche fra i più fedeli alleati di Trump, a partire da Lindsey Graham, il senatore repubblicano a capo della Commissione Giustizia del Senato che è spesso corso in soccorso del Presidente, difendendolo anche in tutte le vicende giudiziarie che lo hanno coinvolto, dal Russiagate alla recente inchiesta per impeachment sul caso Ucraina. Questa volta, però, Graham e con lui i vertici del partito sono su tutt'altra posizione e bollano la decisione del ritiro come sconsiderata, miope e irresponsabile. Una scelta che è da considerare una vittoria per Assad, per la Russia e per l'Iran. Non a caso, lo stesso Trump si è trovato costretto a correggere in parte il tiro, precisando che, se la Turchia farà qualcosa che lui considera fuori dagli accordi, ci saranno conseguenze pesantissime. “Siamo pronti a distruggere l'economia di Ankara” ha precisato il Presidente, facendo capire che, se conseguenze ci saranno, saranno non certo militari, quanto piuttosto diplomatiche. Sanzioni, dunque, che potrebbero scattare nel caso di un attacco turco contro gli alleati curdi. Ma il timore, anche al Pentagono, è che questo non basterà, non soltanto a mantenere la stabilità nell'area, quanto anche a non minare la credibilità degli Stati Uniti nello scacchiere internazionale.

pubblicità

Se clicchi OK acconsenti all'uso da parte di Sky dei cookie tecnici, analitici, di profilazione di prima e terza parte, che sono usati per capire i contenuti che ti interessano e inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più sui cookie e decidere se acconsentire oppure no a tutti o ad alcuni cookie, leggi qui la nostra Cookie Policy. Per leggere l'Informativa Privacy clicca qui.