Ad Arzano imposto un mini-lockdown

15 ott 2020

Rimangono chiuse le serrande ad Arzano, almeno quelle di bar, ristoranti e buona parte dei negozi, fatta eccezione per quelli che vendono generi alimentari. Sono le conseguenze della decisione della Commissione prefettizia che dopo lo scioglimento per infiltrazioni mafiose amministra questo Comune di 33 mila abitanti, a nord della Provincia di Napoli. Una decisione legata al continuo aumento di positivi che, nel giro di pochi giorni sono arrivati, da queste parti, a 200. Comunque, abbiamo invitato la cittadinanza a rispettare tutte le regole, abbiamo fatto tutto, però penso che la cosa sia nata da feste private iniziali e, diciamo, anche funerali, perché i primi contagiati sono stati gruppi familiari che avevano partecipato, nella ricostruzione fatta posteriormente. Una decisione che non è piaciuta a una parte della cittadinanza, soprattutto quei commercianti cui è stata imposta la chiusura dei negozi. Questo dico, da cittadina arzanese, dobbiamo aiutarci a sconfiggere questo Covid, ma non così, così non si risolve. Dieci giorni così, con il popolo libero, non si risolve niente. Abbiamo famiglie, abbiamo figli, abbiamo difficoltà con la salute, non ci vuole solo il cibo. Come si fa con le farmacie? Ieri, ho comprato 50 euro di medicinali a mia figlia e li devo comprare un giorno sì e un giorno no, perché ha avuto un piccolo intervento e deve essere curata bene. Chi me li dà, il commissario? Pure io ho paura del virus, stiamo chiusi in casa, però bisogna lavorare. Penso sia giusta questa decisione del Prefetto. C'è qualcosa che non va. Tutto questo accade in una Regione in cui la curva del contagio ha raggiunto un nuovo picco, superando il muro dei mille casi al giorno, su oltre 13 mila 700 tamponi effettuati, 9 invece i decessi. A incidere, nel bilancio dei contagi, il focolaio di questo Paese a nord di Napoli, con il Prefetto che si è detto pronto a ricorrere all'aiuto dei militari dell'Esercito per far rispettare l'ordinanza.

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