Ancora un sopralluogo della scientifica a casa di Mark Samson

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1 giorno fa

Pericolo di fuga, rischio di reiterazione del reato e di inquinamento delle prove. Nella decisione del GIP di convalidare il fermo di Mark Samson, che ha confessato di aver ucciso Ilaria Sula, ci sono tutte le esigenze cautelari, oltre ai gravi indizi di colpevolezza. In un interrogatorio fiume, quasi 5 ore, ha raccontato la sua verità, ma ha lasciato ancora troppe domande senza risposta sull'eventuale ruolo svolto dai genitori. E se per il padre ha chiarito che non era in casa quando Ilaria è stata uccisa, per la madre ha scelto il silenzio. È su di lei, sull'eventuale ruolo svolto dopo l'omicidio che ora si concentrano gli investigatori. Ilaria era andata da lui per riportargli i vestiti ed era rimasta a dormire perché si era fatto tardi. Samson ha spiegato che l'aggressione è scattata dopo aver saputo di una nuova relazione della ragazza, la mattina del 26/03: tre coltellate al collo che l'hanno uccisa subito, questione di un minuto o poco più. Avrebbe poi ripulito la stanza, ma alcune tracce di sangue sono state individuate dalla scientifica, tornata per la terza volta nel piccolo appartamento. Poi ha chiuso il corpo in una valigia e l'ha lanciato in un burrone a diversi chilometri da Roma. Nessuna premeditazione, ha detto, solo un impeto. Eppure per la Procura che gli contesta l'omicidio aggravato dalla relazione affettiva e l'occultamento di cadavere si tratta di un crimine pianificato nei minimi particolari, anche nei passi successivi al delitto, quando Samson ha inviato messaggi con il telefono di Ilaria, come fosse lei, per rassicurare chi la stava cercando. Un telefono che ancora non si trova. .