Caso Regeni, Augias rinuncia a Legion d'Onore

14 dic 2020

C'è modo e modo di essere in prima linea. Il fatto di avere concesso la massima onorificenza francese, la Legion d'Onore, istituita da Napoleone due secoli fa, una decorazione che ha un particolare significato ad un tiranno di cui abbiamo appena ascoltato una appassionata di descrizione è un gesto che forse supera i rapporti normali, diplomatici in occasione di una visita di stato. L'ambasciatore ha risposto che alla visita di Stato è legata alla concessione appunto di questa decorazione. Non c'è stato granché altro da aggiungere, salvo che, quando ci fu quell'incidenti sgradevolissimo nel 2019, la Francia, il Ministro degli Esteri francese emise un comunicato in cui diceva che quell'incidente era indegno non all'altezza di un Paese di rapporti secolari così intensi come quelli tra Italia e Francia. Ecco la stessa frase, la potrei girare nei confronti dell'ambasciatore, cioè non dell'ambasciatore, che è una persona cortesissima, dello Stato francese. Questo gesto verso Al-Sisi mentre noi patiamo il doppio affronto dell'orribile assassinio e tortura di Giulio Regeni e dell'incredibile e illegittima detenzione di uno studente ospite di questo paese, è ingiustificato. Senta, Augias il nostro invece di Paese come dovrebbe comportarsi nei confronti dell'Egitto? Qui lei fa una domanda delicatissima, alla quale è facile dare una risposta di cuore, di sentimento, è difficilissimo dare invece una risposta basata sulla ragione. La risposta di cuore e sentimento dice togliamo tutto e tagliamo tutto. Tagliamo e togliamo. Va bene, è una bella risposta generosa dettata da sentimenti che ognuno di noi sente dentro di sé. Conseguenza di questo tagliare e togliere sarebbe che 48 ore dopo due o tre altri Paesi europei ci sostituirebbero velocemente e nello spazio di una settimana, nessuno si ricorderebbe più di cosa c'era prima che quel cambiamento fosse avvenuto.

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