Crollo Morandi, a Genova l'ultimo Natale senza ponte

25 dic 2019

Una pallina, diciamo così perchè siamo sotto l'albero di natale. Rappresenta un pò tutto quello che è chiuso dentro quella pallina la nostra vita. I I numeri sono quelli civici delle case dei 265 sfollati in seguito al crollo del ponte Morandi, il 14 agosto del 2018. Dove c'erano i palazzi demoliti ora svettano i piloni del nuovo ponte. La prima auto potrà percorrerlo già a metà maggio ha promesso il sindaco Bucci, commissario straordinario per la ricostruzione. Le autorità della Valpolcevera sono più caute, le allerte rosse del maltempo hanno rallentato i lavori per gennaio dovrebbe essere ultimata la parte edile per metà marzo le infrastrutture in acciaio, secondo il Sindaco. Si lavora giorno e notte nel cantiere che tanto impressiona gli abitanti della Valpolcevera, tra cui è diffuso il timore di ripercorrere il nuovo ponte. Poco lontano, è stato allestito un altro albero 43 palline, una per ogni vittima. Lo choc tra i sopravvissuti è ancora forte, il dolore profondo. Sua figlia ha visto il crollo che cosa rimane? Le è rimasto un bel trauma, indubbiamente, com' è rimasto a tutti noi sfollati comunque perchè siamo scappati. Non è stata una situazione che abbiamo voluto lì ci stavamo bene, noi siamo sempre in contatto. Siamo una bella comunità comunque anche se adesso ognuno si sta ricreando un'altra opportunità di vita. L'associazione delle vittime chiede giustizia. Mentre la politica discute sulle concessioni. I cittadini sotto la zona di via Porro avevano sempre nei vari anni denunciato alcune situazioni di criticità era un ponte fortemente sovraesposto, sovraccaricato anche del trasporto e questo è tutta un'altra tematica del nodo autostradale, stradale genovese che ha bisogno da moltissimo tempo di risposte e di altre opere che devono essere messe in campo. Però insomma, io penso che anche dal punto di vista economico. Mi aspetto e mi auguro che questa città, oltre ad investire sulle sulla rete stradale investa, come anche modello di Paese, su una rete ferroviaria che deve essere capace di spostare anche la gran parte, delle nostre merci e del nostro trasporto verso il nord Italia e il nord Europa.

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