File per il pasto davanti onlus il Pane quotidiano

14 dic 2020

La fila si allunga dalle prime luci dell'alba. Il Covid ha cambiato i volti e le storie di chi si mette in coda al Pane Quotidiano per il pane, e non solo, per 2 - 3 ore e di chi lavora qui come volontario. Purtroppo la pandemia ha tolto il lavoro a molti e sono costretti a venire qui, a mettersi in coda, per il sacchetto del cibo che prepariamo ogni giorno e nelle due sedi ospitiamo ogni giorno circa 3mila persone. Prima dell'emergenza sanitaria i nostri ospiti entravano all'interno delle nostre strutture, trovavano le varie postazioni con gli alimenti e i volontari che inserivano nella busta direttamente l'alimento. Da quando è intervenuta l'emergenza sanitaria, al fine di evitare assembramenti, abbiamo preconfezionato le razioni alimentari in appositi sacchetti. C'è chi ci racconta di non venire per sé; in tanti hanno perso il lavoro, quasi la metà sono italiani. Vengo perché faccio volontariato per la signora lì, che manda la roba in Ucraina. Da quanto tempo lei viene qui? Tre mesi. Ha perso il lavoro? È cambiato qualcosa per il Covid? Lavoro, lavoro, lavoro. Lavoro. Prima cosa faceva? Call center. Ero in un call center. Signora, guarda. Manco le scarpe certe volte posso comprare e purtroppo sono qua. Ho lavorato fino all'anno scorso. Dico la verità, andavo a stirare. Poi è venuto questo virus e mi hanno lasciato a casa.

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