Klimt, autentico il quadro trovto a Piacenza

17 gen 2020

Potrebbe essere rimasto nell'intercapedine del muro esterno della Galleria Ricci Oddi di Piacenza, dove è stato ritrovato lo scorso dicembre, per 22 anni e 9 mesi, oppure potrebbe essere finito lì solo di recente. Ad accertarlo saranno le indagini della Procura piacentina. Ma intanto una cosa è certa: il quadro ritrovato da un addetto alle pulizie della Galleria mentre stava spostando sterpaglie dal giardino è davvero il “Ritratto di signora” di Gustav Klimt. Un'opera di inestimabile valore trafugata dalla Galleria Ricci Oddi ufficialmente il 22 febbraio del 1997, quando ci si accorse che qualcuno aveva staccato la tela dalla parete del museo che ospita centinaia di capolavori. Ad appurare l'autenticità dell'opera un pool di studiosi incaricati dalla Procura. “Avevamo a disposizione una ricerca e uno studio, con riprese nei vari spettri del visibile, nei vari spettri della luce, precedente al furto, quindi eravamo molto avvantaggiati. Con le stesse metodologie e attrezzature, migliori rispetto a quelle del '96 perché la scienza è andata avanti, abbiamo rifatto esattamente le stesse analisi, le stesse indagini, ritrovando esattamente tutti i particolari significativi”. Gli esperti parlano di un discreto stato di conservazione dell'opera, danneggiata però da alcuni graffi, probabilmente causati dalla velocità con cui, il giorno in cui venne rubata, fu estratta dalla cornice. Per il resto coincide tutto: sigilli, fili di rame eredità di un vecchio sistema di sicurezza e ovviamente pennellate e sfumature. Spetterà ora alla Procura, che procede per ricettazione, dipanare il giallo durato oltre 22 anni e legato al furto del quadro. “Stiamo risentendo tutte le persone che frequentavano e che lavoravano nella Galleria Ricci Oddi nel '97 e che ancora sono reperibili. Stiamo cercando di ricostruire tutta la storia da '97 ad oggi, alla data del rinvenimento”. Il capolavoro di Kimt, custodito momentaneamente presso la filiale di Piacenza della Banca d'Italia, resterà nella disponibilità della Procura per gli accertamenti dattiloscopici e biologici. Solo dopo potrà tornare a essere patrimonio artistico di tutti.

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