Omicidio Rosina premeditato da figlia e nipote

12 feb 2021

Mente del piano la figlia Arianna, esecutore materiale il nipote Enea, l'avrebbero uccisa per i rapporti deteriorati in famiglia e perché lei, Rosina Carsetti 78 anni, voleva separarsi dal marito. E così la vigilia di Natale avrebbero messo in atto quanto elaborato una settimana prima nella loro villetta di Montecassiano, dove abitavano tutti insieme, per poi raccontare agli inquirenti di una rapina con esiti mortali. Rosina sarebbe stata trovata senza vita dopo l'ingresso di un rapinatore che aveva immobilizzato la figlia Arianna e chiuso in bagno il marito Enrico, trovati e liberati poco dopo dal nipote. Una versione che, da subito, non aveva convinto gli inquirenti per una serie di incongruenze che gli avevano rapidamente portati su una pista diversa, cioè verso di loro, l'autopsia sulla donna, innanzitutto, che parla di strangolamento, il fatto che Rosina fosse andata in un centro antiviolenza a Macerata poco prima di morire proprio per quanto subiva a casa e poi l'ammissione da parte dello stesso Enea, la sera stessa del delitto di aver ideato la messa in scena per coprire un incidente provocato dalla madre e ancora altri errori e perfino nessuna compassione per la vittima a poche ore dai fatti. A strozzare Rosina per la procura sarebbe stato dunque il nipote ventenne, la messinscena non un'azione improvvisata sulla scia del momento, ma un freddo disegno preventivamente programmato, il ragazzo è ora accusato con la mamma di concorso in omicidio volontario premeditato e pluriaggravato e simulazione di reato, con il coinvolgimento anche del nonno 79enne che sapeva delle intenzioni dei congiunti, ma non fece nulla, per lui non sono scattate le misure cautelari, Arianna Orazi è accusata anche di maltrattamenti ai danni della madre.

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