Virus, medici campani: non abbassare la guardia

01 dic 2020

Festeggiamo, però con grande giudizio, perché non ci possiamo lanciare assolutamente all'aggregazione di tante persone, dove il rischio è molto, molto alto. Questo lo devo dire, in modo molto responsabile, perché altrimenti rischiamo per due giorni di festa nel periodo natalizio di mettere in crisi tutto un'altra volta il servizio sanitario regionale, anche quello nazionale e ne pagheremmo le conseguenze. L'appello alla responsabilità arriva anche dal direttore del centro trasfusionale dell'ospedale dei colli Monaldi, dove si sta lavorando al progetto tsunami sul plasma, la situazione ospedaliera migliora in Campania, ma non bisogna abbassare la guardia, ripetono medici e addetti ai lavori, anche perché andiamo incontro alla stagione influenzale, aggiunge ancora Zuccarelli, paghiamo il prezzo di 10 anni di mancate assunzioni dice il segretario generale della Nao Campania, che chiede alle istituzioni di ripristinare le prestazioni ordinarie. Il vero problema rispetto alla possibilità o all'impossibilità di ricoverare in subintensiva e intensiva e il personale da dedicare che è insufficiente. In questi 10 anni di mancanza di assunzione, hanno creato un grosso vuoto, la mancanza di strutturazione anche ospedaliere, o di dichiarare ospedali solo covid e non covid che avrebbe permesso di continuare con l'attività ordinaria. La nostra proposta era quella di andare avanti anche con l'ordinario, perché tra poco si morirà di non covid. E anche se la pressione sugli ospedali leggermente diminuite il personale sanitario è allo stremo e la possibilità di contrarre il virus per loro aumenta. L'aumento dell'impegno dei lavoratori sul problema covid sta portando una stanchezza fra tutti gli operatori, chiaramente se noi non possiamo far svolgere delle attività in ordinario, non possiamo dare dei tempi di riposo è normale che la possibilità che si possa determinare un infortunio aumenta.

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