Dazi, passano dal 10% al 15% i dazi su import aerei dall'EU

15 feb 2020

Nessun nuovo prodotto italiano entra nell'elenco di quelli soggetti ai dazi USA. È stato quindi scongiurato il rischio che la revisione potesse estendersi ad altri importanti settori del nostro export sul mercato americano. Il pericolo era reale. Dopo le minacce di ritorsioni commerciali che miravano a colpire olio, vino, pasta, caffè, biscotti, dopo i dazi imposti lo scorso anno su 47 prodotti food italiani. L'estensione delle tariffe sarebbe stata devastante, visto che avrebbe inciso sulla metà di tutto l'export agroalimentare italiano, 2,86 miliardi nel 2018. L'ammorbidimento della posizione americana arriva dopo settimane di appelli al Governo federale da parte di aziende, lobby, semplici cittadini, di non tirare il grilletto sui prodotti del nostro Paese. Un mercato che negli Stati Uniti dà lavoro a decine di migliaia di operatori. Peraltro il ritocco delle tariffe per il nostro Paese avrebbe avuto anche il sapore di una beffa. L'Italia infatti è totalmente estranea alla guerra tra Airbus e Boeing, che coinvolge Francia, Germania, Regno Unito e Spagna, all'origine della lunga contesa tra Stati Uniti e vecchio continente. Secondo l'Organizzazione mondiale del commercio l'Europa avrebbe illegittimamente aiutato Airbus europea nella lotta contro Boeing statunitense per il dominio dei cieli. E infatti la stangata è arrivata. Con l'atteso aumento dei dazi dal 10 al 15% sugli aerei Airbus importati dall'Unione Europea. Le nuove tariffe entreranno in vigore il prossimo 18 Marzo. Profondo rammarico è stato espresso da Airbus, secondo cui la decisione americana aggrava ulteriormente le tensioni commerciali tra Stati Uniti e Unione Europea, creando così maggiore instabilità per le compagnie aeree americane che già soffrono per la carenza di aerei.

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