Manovra, fino a 3,3 miliardi col decreto fiscale

10 ott 2019

L'ambizioso obiettivo di recuperare in un anno oltre 7 miliardi di euro di tasse evase, per finanziare un quarto della manovra, avrà una stampella importante nel decreto fiscale che il governo sta mettendo a punto e col quale vuole incassare fino a 3,3 miliardi. Una serie di norme che prevedono meccanismi che chiamano in causa direttamente i contribuenti, non solo perché si prevede un giro di vite, ma anche perché se ne chiede, per così dire, la collaborazione. Quest'ultimo caso è quello della Lotteria degli scontrini, già prevista dallo scorso Governo ma non ancora applicata. Dovrebbe essere operativa da gennaio e premierà coloro che avranno in mano la fattura del commerciante, estratta a sorte. La vincita si ipotizzano cifre da 10.000 a 50.000 euro al mese, non sarà tassata. Un incentivo in più per stanare, per esempio, il negoziante che non fa la ricevuta che oltretutto rischierà una multa fino a 2.000 euro se non trasmetterà al fisco i dati del cliente necessari per partecipare alla riffa. Altra misura che riguarderà molti cittadini è la riapertura dei termini per il pagamento della prima rata della rottamazione TER si sposta al 30 novembre il versamento per sanare, senza sanzioni e interessi, le cartelle esattoriali relative a tasse, contributi e multe del periodo 2000/2017. Il governo ha poi in mente l'agente sotto copertura, in pratica le forze dell'ordine potranno indagare in incognito nelle sale dove si fanno le scommesse, per verificare che non si evada il fisco con i giochi in denaro. La voce però, che dovrebbe portare più denari è quella delle cosiddette compensazioni. Un miliardo l'anno prossimo con un meccanismo che riduce automaticamente, cioè in dichiarazione dei redditi i bonus, per esempio quello per i farmaci, se si ha un debito col fisco superiore ai 100 euro, già diventato una cartella. Ma non finisce qui, allo studio ci sono interventi per combattere le frodi sui carburanti con sistemi informatici per evitare l'evasione dell'Iva e delle Accise e infine un maggior ricorso alla confisca nel caso di condanna penale per chi non è in grado di giustificare un tenore di vita sproporzionato al reddito dichiarato.

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