Duro colpo alla leadership e alla strategia elettorale di Friedrich Merz a poche settimane dal voto federale tedesco del 23 febbraio. Il candidato cancelliere della CDU incassa una pesante sconfitta e deve ora fare i conti con una fronda interna sempre più agguerrita. Dopo avere ottenuto mercoledì la maggioranza su una mozione non vincolante sull'immigrazione con il sostegno di AfD al momento del voto su un disegno di legge meno rigido e vincolante la situazione si capovolge: il provvedimento non passa. Il disegno di legge che mirava a imporre controlli più severi sull'immigrazione viene respinto con una votazione risicata 338 favorevoli, 350 contrari. A tradirlo franchi tiratori all'interno della CDU e dei liberali dell'FDP. Merkeliani richiamati alle armi dall'ex cancelliera che nei giorni scorsi aveva criticato duramente l'avvicinamento tra i cristiano- democratici e l'estrema destra di AfD, abbraccio che aveva portato a molte proteste nel paese per il timore della caduta del cordone sanitario contro l'estrema destra. Il risultato è una grave sconfitta politica per Merz, mentre AfD sfrutta l'occasione per intestarsi la battaglia sull'immigrazione, un tema che, secondo i sondaggi, troverebbe il sostegno di due terzi della popolazione. Intanto esulta il governo di minoranza guidato da socialdemocratici e verdi. Il voto è arrivato dopo un dibattito acceso al Bundestag, caratterizzato da forti polemiche e da una lunga sospensione della sessione nel tentativo di trovare una mediazione che escludesse il sostegno di AfD. Ma questa volta il leader della CDU, sempre più spostato a destra, ha voluto forzare la mano. Ora resta da capire chi capitalizzerà davvero questo caos politico. Nel frattempo le proteste non si fermano. In molte città si moltiplicano le manifestazioni contro l'estrema destra, mentre i sondaggi continuano a premiare Alternative fur Deutschland che secondo alcune rilevazioni salirebbe al 23%, riducendo il distacco dalla CDU a soli 6 punti. Una forbice sempre più stretta che potrebbe portare a un testa a testa decisivo a tre settimane dal voto. .