L'unica certezza è che entreranno in vigore subito. Per il resto le tariffe reciproche americane rimangono avvolte dal mistero. È arrivato il Liberation Day, il giorno in cui Trump, con una cerimonia in grande stile nel Rose Garden della Casa Bianca, presenterà la propria strategia commerciale. Le dichiarazioni recenti del Presidente, spesso discordanti, ricalcano la spaccatura che divide il suo team. La Casa Bianca ha limato il piano fino all'ultimo. due le ipotesi considerate, quella di dazi universali al 20% e quella di dazi reciproci da negoziare con i singoli Stati. La prima è indiscriminata, ma garantisce maggiori certezze, la seconda permette di tarare gli interventi, ma offre meno punti fermi. Il Segretario al Tesoro Bessent avrebbe proposto di concentrarsi sui Dirty Fifteen, il gruppo di Paesi con i quali lo squilibrio commerciale è più evidente. Non è escluso che alla fine Trump scelga un sistema misto. "Abbiamo subito pratiche sleali per decenni", spiega la portavoce della Casa Bianca, "Ma siamo aperti al negoziato". Le tariffe reciproche si andranno a sommare a quelle sull'alluminio e a quelle già decise sulle auto importate che scatteranno il 03/04. Trump ha ipotizzato dazi anche su legname, semiconduttori e prodotti farmaceutici. Tante minacce e poche certezze, uno stallo forse più dannoso dei dazi stessi. Secondo Goldman Sachs, le probabilità di una recessione nei prossimi 12 mesi sono aumentate dal 20 al e la disoccupazione salire al 7%. New York. .