Mamma Alaa in sciopero fame: penso a Regeni ogni giorno

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2 mesi fa

A guardarla da lontano, imbacuccata, guanti a manopola a ripararla dal gelo Laila Soueif sembra quasi una bambina. La tradiscono i ciuffi di capelli bianchissimi, le profonde rughe che le solcano il viso, il passo incerto. Ogni mattina lavorativa per un'ora, a dispetto di qualsiasi condizione atmosferica si presenta davanti alla residenza del Primo Ministro britannico a Downing Street e segna sul marciapiede un nuovo tratto col gesso. Un giorno in più di sciopero della fame. Laila 68 anni compiuti docente universitaria di matematica, è la madre di Alaa Abdel Fattah, il più importante dissidente egiziano, volto e anima delle proteste di piazza Tahrir ai tempi della cosiddetta Primavera Araba. Abdel Fattah 43enne che ha anche cittadinanza britannica e un figlio piccolo che sta crescendo a Brighton è detenuto in un carcere del Cairo dal settembre 2019 dopo un processo farsa. Ha già scontato una condanna a cinque anni con l'accusa di diffusione di notizie false, sarebbe dovuto tornare in libertà lo scorso settembre ma la sua pena è stata arbitrariamente allungata fino a gennaio 2027. Con lo sciopero della fame che va avanti da circa quattro mesi Laila vuole mettere pressione sul Governo britannico perché agisca a difesa di un suo cittadino. Quando la incontriamo nel caldo di casa a un tratto il suo pensiero è rivolto a Paola Regeni, madre di Giulio torturato e ucciso al Cairo da membri degli apparati di sicurezza.