Dopo 481 giorni di prigionia nelle prossime ore verranno rilasciati tre ostaggi israeliani, la 29enne civile Arbel Yehud, la cui mancata liberazione sabato scorso aveva fatto sospendere il rientro degli sfollati palestinesi verso il nord di Gaza, la soldatessa ventenne Agam Berger e Gadi Mozes, che ha compiuto ottant'anni in cattività. Secondo i media israeliani Hamas dovrebbe rilasciare anche cinque ostaggi thailandesi, in cambio saranno rilasciati 110 detenuti palestinesi, di cui 33 ergastolani, 47 condannati a diverse pene detentive e 30 minorenni e donne. Nelle scorse ore l'inviato della Casa Bianca per il Medio Oriente, Steve Witkoff si è recato al corridoio Netzarim la lingua di sabbia che divide a metà la Striscia di Gaza, accompagnato dal Ministro per gli Affari Strategici israeliano Ron Dermer, in quella che è la prima visita di un funzionario del Governo americano nell'enclave in almeno quindici anni. Witkoff in Israele ha anche discusso con i funzionari israeliani del cessate il fuoco a Gaza e del futuro politico dell'enclave gli stessi temi che il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu dovrebbe affrontare a Washington con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump il prossimo 4 febbraio. L'incontro avverrebbe proprio nella data prevista per l'inizio dei colloqui per negoziare la seconda fase del cessate il fuoco nella Striscia di Gaza, ovvero il sedicesimo giorno dall'inizio della prima fase. Un faccia a faccia che arriverebbe in un momento in cui Trump continua a spingere per l'espatrio dei rifugiati palestinesi verso l'Egitto e la Giordania, nonostante entrambi i Paesi abbiano respinto l'idea del tycoon, così come ha fatto gran parte della comunità internazionale. Nelle prossime ore l'UNRRA l'agenzia delle Nazioni Unite che si occupa dei rifugiati palestinesi, dovrà cessare di operare in Israele come votato dalla Knesset, il Parlamento israeliano, lo scorso autunno. Lo Stato ebraico accusa l'UNRRA di complicità con Hamas perché alcuni dei 13mila dipendenti palestinesi dell'agenzia hanno partecipato all'attacco del 7 ottobre 2023. Intanto le nuove autorità siriane hanno annunciato formalmente la nuova fase dell'era post Assad, sospesa la Costituzione, dissolti il Parlamento, l'Esercito del regime, il partito Baath e tutti i gruppi armati e Abu Mohammad al-Jolani, il leader dei ribelli islamisti che ha chiesto a Mosca l'estradizione di Bashar al Assad è stato nominato nuovo presidente ad interim. .