Spesso si mette l'accento sull'aggettivo commerciali, bisogna metterlo invece sul sostantivo, guerre, perché sono guerre anche queste di contrapposizione, che inducono poi a contrapposizioni sempre più dure e più e più pericolose. Ora. Bisogna essere sereni, senza alimentare un eccesso di preoccupazione perché l'Unione Europea, di cui facciamo saldamente parte, ha la dimensione, la consistenza, la forza per interloquire in maniera autorevole, con calma, ma con determinazione per contrastare scelte di chiusura dei mercati e di applicazione dei dazi così immotivati e così generali.