Il giuramento del Governo Draghi, tra mascherine e distanze

13 feb 2021

Nuovo e antico, politico e tecnico, rituale e innovativo Governo. Il giuramento al tempo del covid disegnano una singolare, inedita pagina nella storia repubblicana come insolito è lo schema dell'esecutivo nascente così originali e inconsuete sono formula, tempi e rito. Nel salone delle feste al Quirinale arrivano tutti in anticipo causa controlli di sicurezza, quella sanitaria. Puntuale Mario Draghi, tutti nel salone prima a scambiare qualche battuta. Conferme da una parte, novità dall'altra. C'è chi preferisce stare in disparte. Chi prova a confrontarsi fin da subito con i nuovi colleghi. Le mini delegazioni già si notano, il gruppo Lega con Giorgetti, Stefani e Garavaglia, le donne azzurre Gelmini e Carfagna e con loro Brunetta, sono il simbolo della novità politica di questa nuova stagione, ma anche il ritorno a un passato ministeriale. Ridimensionata la pattuglia pentastellata che conferma Di Maio, D'Incà, Dadone e Patuanelli. C'è poi il Pd con una rappresentanza anch'essa ridotta, ma che copre ogni anima dem. Franceschini, Orlando e Guerini, quest'ultimo, insieme a Luciana Lamorgese rappresentano quella continuità chiesta dal Quirinale su materie sensibili come difesa, sicurezza e continuità, come quella alla salute con Speranza e la renziana Bonetti alla famiglia. C'è poi la squadra nella squadra, quella del premier, quella dei tecnici con la responsabilità di peso. Team compatto da top manager Colao arrivato con trolley e zainetto, a Bianchi, Cingolani, titolare dell'innovativo dicastero della transizione ecologica. Tutti e tre reduci dalla task force del governo Conte per arrivare al guardiano sorridente dei conti, Daniele Franco, che all'economia spingerà per la ripresa del Pil, chiave della ripartenza, fino alle infrastrutture di Giovannini e alla più che stimata, dal Colle innanzitutto, Cartabia nel difficile ruolo alla giustizia. Una squadra articolata che ha giurato tra distanze, mascherine, penne sanificate. Assenti i familiari, parenti e amici. La capienza della sala non lo consentiva. Nessun accesso, tantomeno per giornalisti, fotografi e cameramen. Mezz'ora in tutto, prima di spostarsi tutti insieme nel più grande Salone dei corazzieri, su tre file distanti. Questa volta la mascherina può essere tolta per poco, il tempo di una foto. La foto è quella di rito. Il nuovo Governo Draghi è partito.

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